I comunisti cileni illustrano le ragioni della linea adottata per le elezioniTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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I comunisti cileni illustrano le ragioni della linea adottata per le elezioni

Contributo del Partito Comunista del Cile (PCCh) presentato al 15° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

da www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Pochi giorni prima delle elezioni presidenziali, parlamentari e regionali che si sono svolte in Cile il 17 novembre e che hanno registrato il raddoppio dei parlamentari del Partito Comunista (6 deputati), la delegazione del PCCh ha illustrato alle rappresentanze dei comunisti di tutto il mondo le ragioni della decisione di convergere sulla candidatura presidenziale della socialista Michelle Bachelet e di presentare i propri candidati all’interno di una vasta coalizione democratica, in grado di battere l’attuale direzione politica del paese, di destra e fautrice del capitalismo più selvaggio.

Stimati compagni, stimate compagne,

Ringraziamo per la possibilità di intervenire in questo incontro di riflessione sui processi portati avanti dai nostri partiti nei nostri paesi per cambiamenti sociali rivoluzionari. Le esperienze di ciascuno di noi aiuteranno tutti ad arricchire la propria esperienza politica.
Nel nostro caso, questo incontro coincide con la commemorazione dei 40 anni dal colpo militare fascista che rovesciò il governo rivoluzionario guidato da Salvador Allende che aveva avviato un processo di trasformazioni sulla strada della costruzione di una società socialista. Nonostante la dura sconfitta sperimentata, il processo vissuto negli anni del Governo Popolare e la seguente resistenza al fascismo è fonte di esperienze, costituite da successi e e anche da errori che, valutati con razionalità, devono contribuire al successo delle nostre lotte per cambiamenti di fondo nel momento presente.

Ciò che la maggioranza delle forze di sinistra aveva condiviso nel periodo precedente al golpe, con punti in comune e differenze, era il fatto che nelle condizioni del Cile di allora era possibile aprire il cammino alla creazione e al consolidamento di un processo rivoluzionario che avrebbe portato alla conquista di un potere di tipo nuovo.

Abbiamo anche presente che era obbligatorio prevenire mutamenti drastici con l’adozione di altre forme di lotta, comprese la probabile necessità di forme armate. Si iniziò allora un processo di formazione di quadri militari, specialmente giovani, facendo leva anche sulla solidarietà internazionale. Combattevamo per una via non armata, ma ci corre l’obbligo di sottolineare che ciò non dipendeva solo da noi. Tuttavia, i fatti hanno evidenziato la mancanza grave dello sviluppo di quella politica militare per i tre anni del governo allendista, nonostante il valoroso atteggiamento del Presidente Allende e di importanti quadri militari istituzionali.

L’Unità Popolare si definì come un’alleanza orientata ad aprire la strada ad un cambiamento di fondo del sistema politico e sociale imperante. La conquista del governo era un’importante successo, ma avremmo dovuto trasformare questa vittoria in conquista del potere sulla base di trasformazioni sociali e politiche che avrebbero portato alla costruzione di una società socialista.

Nel procedere di questo processo fu attuato il colpo militare fascista che installò la dittatura di Pinochet per 17 anni, con il suo seguito di repressione generalizzata contro il popolo e l’adozione di politiche neoliberali che hanno portato il nostro paese a diventare il simbolo mondiale della disuguaglianza sociale, come accreditano le statistiche compilate dall’ONU.

Un raggruppamento di partiti democratici, dal Partito Socialista fino alla Democrazia Cristiana, con l’esclusione del Partito Comunista, riuniti nella cosiddetta Concertacion Democratica, hanno governato dalla fine della dittatura (1990) fino a quando la destra non ha vinto le elezioni presidenziali con Sebastián Piñera nel 2010. Questa vittoria rappresentò il risultato prevedibile delle politiche della Concertacion che aveva conservato nell’essenziale il neoliberalismo installato con la dittatura.

Applicando la sua politica di rivoluzione democratica approvata nel XX Congresso del 1994, il nostro Partito è impegnato oggi nella creazione di quella che abbiamo chiamato Una Nuova Maggioranza Nazionale che renda possibile la convergenza del più ampio arco di forze democratiche per conquistare un governo capace di superare la preminenza che dalla dittatura e per anni è stata attribuita al neoliberalismo come essenza della politica dei governi che si sono succeduti, inclusi i governi della Concertacion e, a maggior ragione, dell’attuale governo di destra.

Già nel Manifesto Comunista Marx e Engels avevano sostenuto che la politica del proletariato doveva basarsi sulla prospettiva di far convergere nell’azione a favore della rivoluzione tutte le forze sociali e politiche i cui interessi si scontrano con il dominio della classe esistente. Scrissero allora che i comunisti lavorano per l’unione e l’accordo tra le forze democratiche di tutti i paesi e appoggiano dovunque ogni movimento politico rivoluzionario contro il regime sociale e politico esistente.

E’ chiaro che la contraddizione fondamentale nelle società moderne è quella che contrappone i proletari e il grande capitale estero e oligarchico. Tuttavia, dobbiamo constatare che non sono solo i proletari ad essere vittime di questa dominazione, ma anche vasti settori intermedi. In questo quadro, riteniamo che la contraddizione principale del periodo sia quella che contrappone gli interessi dell’imperialismo e delle oligarchie agraria, finanziaria e industriale agli interessi dei lavoratori delle città e della campagna, ma anche a quelli dell’intellettualità, della gioventù, dei piccoli proprietari e di settori della borghesia legati al mercato interno. Creare le condizioni per riunire in un fronte comune questa diversità di classi e strati sociali e le sue diverse espressioni politiche è il fondamento oggettivo della costruzione di un rapporto di forze politiche e sociali capace di affrontare con successo il potere delle classi dominanti e l’imperialismo e realizzare la conquista del potere e con questo la capacità di costruire una società di nuovo tipo.

In questa realtà la Nuova Maggioranza Nazionale è concepita come uno spazio includente tutte le espressioni politiche e sociali che si scontrano con la conservazione del modello neoliberale installato da Pinochet e dai suoi e che non è stato sostituito dai governi della Concertacion e naturalmente dall’attuale governo di destra di Piñera, che è conseguente promotore e sostenitore del neoliberalismo.

La battaglia per l’unità è una lotta complessa, un processo che sperimenta avanzate e ritirate, convergenze di alleati ma anche perdite. E’ essenziale mantenere ferma la vocazione fondata su sue basi oggettive (interessi di classi e strati sociali che cerchiamo di unire dietro all’obiettivo comune del cambiamento sociale) come pure garantire il percorso verso il cambiamento di fondo basato sull’unità nella diversità. Intransigenza nei confronti dei sostenitori del sistema sociale che proponiamo di cambiare, flessibilità e tolleranza verso gli altri.

Fondamentale è sempre l’organizzazione del movimento popolare: l’esperienza conferma che le battaglie delle organizzazioni sociali del più diverso spettro generano situazioni che esercitano pressione per cambiamenti di fondo e promuovono azioni di settori diversi. Le organizzazioni sindacali, il movimento studentesco, le strutture di varia composizione che emergono in regioni, hanno significato risvegli che aprono la strada ai cambiamenti che promuoviamo.

Attualmente, ci troviamo a una settimana dalle elezioni Presidenziali, che si svolgono congiuntamente alle elezioni Parlamentari e dei Consigli Regionali (che operano a livello di ciascuna delle 15 regioni del paese). Come coalizione della Nuova Maggioranza abbiamo convenuto di convergere nell’appoggio a una candidata presidenziale unica, l’ex Presidente Michelle Bachelet, a una lista unica di candidati al Parlamento e ai Consigli Regionali, e – che è fondamentale per il nostro Partito – abbiamo concordato un Programma comune che si propone di avviare trasformazioni strutturali nel paese, e in particolare la decisione di cambiare l’attuale Costituzione, che è ancora un’eredità della dittatura. Il successo di questa nuova fase di cambiamenti profondi dipenderà da molti fattori, ma fondamentalmente dalla forza dei movimenti sociali per assicurare la realizzazione del Programma e l’ottenimento di una solida rappresentanza della Nuova Maggioranza in Parlamento. Sarà molto importante la solidarietà internazionale con questo processo per porlo al riparo dalle aggressioni e da eventuali azioni destabilizzatrici dell’imperialismo.

Il Partito Comunista del Cile saluta questo 15° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai con la ferma convinzione che la lotta contro l’imperialismo, il capitalismo nella sua fase neoliberale, diretta, nella maggioranza dei paesi del mondo, dalle forze di sinistra, dai comunisti e rivoluzionari, continuerà incessantemente fino al raggiungimento del socialismo.

Grazie

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