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martedì , 24 gennaio 2017
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I costi della casta

I costi della casta

Era il maggio 2007 e usciva un libro che ha venduto fino ad ora 1,2 milioni di copie, risultato straordinario se si considera che l’Italia è una nazione in cui si legge pochissimo se non addirittura niente. Ovviamente stiamo parlando del volume intitolato ‘La Casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili‘ curato da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, due giornalisti del Corriere della Sera, che raccontano e spiegano, utilizzando a volte anche dell’ironia, tutti i privilegi di cui godono i politici nostrani.

Sono passati cinque anni dalla pubblicazione de La Casta, e non è cambiato niente, anche se i tentativi ci sono stati ma con risultati davvero risibili. Giusto un mese fa infatti, Montecitorio ha deciso di bloccare i benefit agli ex presidenti della camera (uffici, segretari, auto di servizio a disposizione) ma solo dal 2023: una specie di taglio “ad personam”, visto che si chiuderanno i rubinetti solo per Ingrao e la Pivetti. Per i vari Violante, Bertinotti, Casini e Fini, i dieci anni decorreranno dalla fine di questa legislatura, ovvero dal 2013.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg, una goccia nel mare degli sperperi della Camera dei Deputati che, secondo stime, nel 2011 è costata ai contribuenti italiani ben 1 miliardo, euro più euro meno. Cifra che sicuramente non si ridurrà né nel 2012 e tantomeno nel 2013, anzi aumenterà di 74 milioni di euro passando dalla previsione del 2011 di 1.070.994.520,57 a 1.114.219.354 di euro. Ovviamente a farla da padrone sono gli stipendi del personale (235 milioni) e le loro pensioni (209 milioni). All’interno della Camera infatti ci sono una galassia di uffici che sono pressoché inutili, con annessi dirigenti e segretari. Basti pensare che una segretaria all’interno di un ufficio qualunque di Montecitorio, riceve uno stipendio di almeno 2.500 euro. In totale attorno alla Camera girano più o meno 1813 persone che in media portano a casa una busta paga di 6350 euro mensili a testa.

Ma spulciando per bene il documento che contiene tutte le spese che Montecitorio sostiene annualmente le sorprese sugli sperperi non mancano.

LE SPESE PAZZE DI MONTECITORIO – Si passa dalla “manutenzione preventiva, programmata e straordinaria anticendio” che pesa sulle casse dello Stato circa 2.600.000 euro, alle spese del “settore medico-sanitario”: più di1.500.000 euro spesi per la fornitura di medicinali, servizi medici e infermieristici e apparecchi medicali non meglio specificati, per la “manutenzione degli impianti elettrici” si spende 4.000.000 di euro, mentre la “manutenzione degli impianti di aria condizionata” è un pochino più economica,3.500.000 euro,  Ci sono poi spese che a prima vista fanno sorridere, ma riflettendo un po’ davanti alle cifre non più di tanto. Il “rinnovo e manutenzione arredi e tappezzerie in stile” (da sottolineare “in stile”) costa un cifra pari a6.000.000 di euro; “la stampa, consegna e raccolta degli atti parlamentari” ben10.000.000 di euro, come a dire che l’informatizzazione nella Camera dei deputati è più che sconosciuta.

Fa sorridere, considerando anche l’ignoranza dei deputati italiani (non tutti sono ignoranti ma sicuramente la maggior parte), che Montecitorio stanzi una cifra pari a 590.000 euro per i corsi di lingua1.819.000 di euro per l’abbonamento alle varie agenzie di stampa, e ben 5.500.000 euro per “l’assistenza informatica agli utenti e supporto alla gestione dei documenti”. Inutile sottolineare il costo enorme del servizio di ristorazione: 7.588.712 euro, come dire, non semplici buoni pasto. Se poi si passa lo sguardo ai costi di locazione e oneri condominiali di Montecitorio, balzare dalla sedia è quasi obbligatorio: quasi 60.000.000 di euro, di cui la maggior parte servono per l’affitto dei locali di Palazzo Marini, sede degli uffici dei singoli parlamentari.

Insomma, il quadro che viene fuori dallo snocciolamento di questi numeri non è certamente gratificante per i cittadini italiani che sono costretti a vivere in ristrettezze economiche, con una crisi che li attanaglia sempre più, mentre i politici continuano a vivere nella bambagia. E non è antipolitica, sono i fatti.

S.P, pubblicato su www.articolotre.com

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