I falchi americani e il ritorno della Guerra FreddaTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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I falchi americani e il ritorno della Guerra Fredda

Proprio mentre appaiono i primi segnali di un disgelo tra Usa e Russia, vedi l’accordo nucleare con Teheran, i “falchi” della Casa Bianca soffiano di nuovo sulla russofobia ricordando che la Russia è l’unico paese al mondo potenzialmente in grado di distruggere gli Stati Uniti. 

Avevamo parlato nei giorni scorsi di primi lenti e a lungo termine tentativi di disgelo tra Usa e Russia. Tutto è cominciato con l’accordo sul nucleare iraniano che è stato conseguito anche grazie alla preziosa pazienza della Russia, un ruolo riconosciuto anche dallo stesso Obama. Evidentemente però alla Casa Bianca i vertici militari americani non hanno alcuna intenzione di tornare a rapporti normali, anzi, visto che in Ucraina la situazione nel Donbass non può essere più strumentalizzata a proprio vantaggio cercano di spostare l’attenzione direttamente sulla Russia, da considerarsi essa stessa una minaccia “esistenziale” per gli Usa. Il generale M. Milley, uno degli alti papaveri dell’esercito americano, ha detto chiaramente che Mosca sarebbe l’unico paese al mondo ad avere la capacità di distruggere gli Stati Uniti. Il fatto è che non si tratta certo di una novità ma il fatto stesso di ribadirlo proprio ora serve probabilmente a lanciare un messaggio molto chiaro alla Casa Bianca, ovvero che la Russia è da considerarsi un nemico. Manco a dirlo dunque l’esercito americano vorrebbe adottare una strategia più aggressiva al confine con la Russia, esattamente quello che sta succedendo in Europa dell’Est, dove gli americani hanno già approvato il dispiegamento di armi e uomini. Insomma, qualcuno potrebbe trarre molto vantaggio soprattutto economico dal cavalcare la russofobia per una Guerra Fredda 2.0 del XXI secolo.

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