I "falchi americani" vedono la guerra in EuropaTribuno del Popolo
venerdì , 31 marzo 2017
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I “falchi americani” vedono la guerra in Europa

George Friedman, fondatore e presidente di Stratfor, eccellenza nel campo dell’intelligence e della geopolitica, ha parlato a ruota libera al Chicago Council of Global Affairs. Friedman ha spiegato in modo spregiudicato come Washington intenda mantenere il predominio globale, e senza peli sulla lingua ha pronosticato per l’Europa nuove guerre, ammettendo che gli Usa stanno utilizzando l’Ucraina per creare un “cordone sanitario” intorno alla Russia, e impedire l’alleanza Mosca-Berlino. 

Bisogna ringraziare il sito “The Saker” se siamo venuti a conoscenza della conferenza stampa di George Friedman, presidente e fondatore di Stratfor, una vera autorità negli Stati Uniti nei campi dell’intelligence e della geopolitica. Tutti sanno che, a livello globale, le grandi potenze hanno dei piani per preservare e accrescere la propria potenza, nessuno escluso. Chiaramente però gli Stati Uniti sono la potenza più importante al mondo, di conseguenza i piani a breve e medio termine di Washington si riverberano, inevitabilmente, negli equilibri globali. Friedman ha parlato a ruota libera effettuato al Chicago Council of Global Affairs, che fa parte del Council of Foreign Relations di cui fa parte anche Michelle Obama, e ha toccato diversi punti “caldi”, utilizzando una insolità sincerità. Già il titolo del suo discorso, intitolato su Youtube: “Europa: destinata alla guerra?“, la fa capire lunga su quelle che siano le idee che ispirano i think thank della Casa Bianca. Che la Casa Bianca ispiri le sue azioni al cinismo e alla spregiudicatezza più sfrenata già lo si sapeva, i “regime change” e le tattiche di destabilizzazione messe a punto nel corso del XX secolo e del XXI da parte degli Stati Uniti sono diventati sempre più efficaci e alla luce del sole, e solamente un apparato mediatico spregiudicato e completamente asservito agli interessi geopolitici Nato e Usa permette di coprirli con una cortina fumogena di fronte all’opinione pubblica mondiale.

Friedman ha sostanzialmente reso palese la strategia di Washington per mantenere il predominio mondiale, dicendo peraltro qualcosa che giù gli addetti ai lavori sapevano bene, ovvero che la Casa Bianca vede come nemico la Russia contro cui sta applicando diverse tattiche, non ultima quella di usare l’Ucraina per creare un cordone sanitario intorno a Mosca. A ossessionare gli americani infatti è da sempre la possibilità che Mosca e Berlino possano allearsi, ponendo sostanzialmente così fine al predominio globale americano. Tale evenienza però è molto lontana, ma Friedman ha parlato anche e soprattutto di Europa, annunciando con cinismo malcelato che il Vecchio Continente verrà segnato da nuove guerre molto presto: “L’Europa non sarà implicata in grandi guerre come prima ma seguirà lo stesso destino degli altri paesi: avranno le loro guerre. Non ci saranno più centinaia di migliaia di morti ma l’idea di una ‘esclusività europea’ a mio avviso la condurrà a delle guerre. Ci saranno dei conflitti in Europa. Ce ne sono già stati, in Yugoslavia,  e oggi in Ucraina“. Peccato che sia in Yugoslavia che in Ucraina i conflitti siano esplosi e anche e soprattutto perchè qualcuno, a Washington, ha soffiato benzina sul fuoco. Friedman si è mostrato poi molto ma molto esplicito anche sui rapporti tra la Casa Bianca e l’Europa: “Quanto ai rapporti con gli Stati Uniti, non abbiamo relazioni con l’Europa. Abbiamo rapporti con la Romania, ne abbiamo con la Francia. Non esiste una ’Europa’ con cui gli Stati Uniti avrebbero rapporti. Se interrogate un polacco, un ungherese o un romeno, si sviluppano in un mondo totalmente diverso da un tedesco o da uno spagnolo, non ci sono punti in comune in Europa”.

Ma il vero problema degli americani è, per l’appunto, la possibile alleanza tra Russia e Germania, un’alleanza che da almeno un secolo spaventa gli analisti americani che vedono proprio nel blocco dell’Eurasia l’unico possibile argine al controllo globale da parte Usa. Anche in questo senso Friedman è stato ben poco reticente: “L’estremismo islamico è un problema per gli Stati Uniti ma non rappresenta una minaccia. La questione primaria per gli Stati Uniti, per la quale  facciamo delle guerre da un secolo (guerre mondiali I e II, guerra fredda), è la relazione fra Germania e Russia. Perché uniti rappresentano la sola forza che potrebbe minacciarci, e bisogna fare attenzione che non ci si arrivi”. Inoltre le parole di Friedman mostrano un atteggiamento da “falchi” ben lontano dalla narrazione che ci fanno i media degli Stati Uniti come paese democratico e difensore nella democrazia nel mondo. Sempre Friedman infatti si è compiaciuto della potenza americana senza alcuna vergogna: “Gli Stati Uniti controllano tutti gli oceani, di conseguenza possiamo invadere ogni paese al mondo mentre nessuno può invaderci, ed è una bella cosa”.  Insomma Friedman semplicemente ha deciso di dire fuori dai denti quello che in molti pensano, e lo ha fatto parlando anche della tattica del “Divide et Impera”, imparata direttamente dall’Impero britannico: “Il miglior modo per vincere una flotta nemica è impedire che venga costruita. I britannici riuscirono ad assicurarsi che nessuna potenza europea potesse averne una facendo in modo che si dilaniassero fra loro”.

Insomma la tattica utilizzata dagli americani è quella di destabilizzare ogni paese considerato pericoloso per il mantenimento dell’egemonia a stelle strisce, e Friedman spiega persino come fare: “Gli Stati Uniti non possono intervenire in tutta l’Eurasia, dobbiamo essere selettivi. Però possiamo fare alcune cose: dapprima sostenere i  diversi poteri rivali, fornendo sostegno economico, politico, economico, anche militare in modo che si concentrino su loro stessi; poi, come ultima ratio,  prendere delle misure di disorganizzazione”. Insomma si tratta della vecchia tattica americana, quella di finanziare entrambe le parti in modo che fomentino una guerra civile, e come ha detto lo stesso Friedman: “E’ cinico, non è molto morale, ma funziona“. Insomma l’obiettivo degli Stati Uniti non è quello di fare guerre e vincerle, bensì quello di destabilizzare un paese, lasciarlo nel caos, e tornarsene poi a casa raccogliendone i frutti. E dato che la zona dell’Eurasia è decisamente troppo grande per essere controllata manu militari, ecco che l’obiettivo americano diventa quello di influenzare l’opinione pubblica dei singoli paesi, di metterli gli uni contro gli altri, e magari utilizzare il cervello per non fare la fine dell’Impero nazista: “Gli Imperi che controllano direttamente i territori, si estinguono, come il caso dell’Impero nazista. Nessuno è in grado di farlo, bisogna mostrarsi più intelligenti”. E sicuramente i nazisti non turbano gli americani come si può facilmente arguire dall’atteggiamento della Casa Bianca in Ucraina, dove in modo spregiudicato gli Usa hanno deciso di appoggiare il golpe del Maidan in chiave antirussa. Anche sull’Ucraina Friedman ha spiegato senza peli sulla lingua l’operato americano: “Il Generale Hodges comandante dell’armata americana in Europa, si è recato in Ucraina per annunciare che gli addestratori americani vi andranno ormai ufficialmente e non più ufficiosamente”, poi ha aggiunto, “Il Generale ha dato delle medaglie  ai combattenti ucraini, cosa che normalmente non è in grado di fare perché  è  riservata ai militari americani, ma l’ha fatto per mostrare che era il suo esercito”. Ma non solo, Friedman ha anche ammesso candidamente che gli Usa si stanno posizionando in tutti i paesi dell’Est europeo, “approfittando della loro russofobia”, che viene esaltate anche facendo ricorso a neonazisti e nazionalisti estremisti: “ Il generale Hodges è andato nei paesi Baltici per annunciare  che verranno dispiegati blindati, e artiglieria pesante in quei paesi e in Polonia, Romania, Bulgaria“. Ancora più agghiacciante poi la sua ammissione ulteriore: “Ovviamente agiamo al di fuori del quadro NATO, qualcuno potrebbe opporsi, i Turchi per esempio“.

Non solo, Friedman ha anche ammesso che gli Usa sapevano benissimo che avrebbero scatenato una reazione della Russia quando hanno deciso di destabilizzare Kiev, in quanto lo scopo americano è, da sempre, quello di “creare un cordone sanitario intorno alla Russia“. Il timore vero della Casa Bianca che non fa dormire sonni tranquilli ai neoconservatori è però sempre quello: “Per gli Stati Uniti la paura fondamentale è che il capitale finanziario e la tecnologia tedeschi si saldino con le risorse naturali e la mano d’opera russe”.

 

 Gracchus Babeuf

Fonti:

http://thesaker.is/

http://www.lastampa.it/2015/05/02/blogs/underblog/europa-destinata-alla-guerra-usa-minacciati-da-una-saldatura-germaniarussia-analisi-senza-veli-del-presidente-di-stratfor-al-cfrchicago-QFxinfrtHNstTQcdiMkaZN/pagina.html

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