I "Falchi" dell'Occidente puntano di nuovo la SiriaTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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I “Falchi” dell’Occidente puntano di nuovo la Siria

Ci risiamo: in parallelo alle voci di un maggiore coinvolgimento di Mosca accanto a Damasco ecco che arrivano insistenti notizie su un possibile intervento militare da parte di Londra e Parigi entro le prossime settimane contro l’Isis. Ufficialmente però, dato che secondo la Nato e l’Occidente in generale il vero obiettivo di un intervento in Siria sarebbe fare di tutto per togliere dalla scena Assad. 

I “falchi” puntano ancora la Siria, è un dato di fatto dal momento che sia il governo britannico che quello francese hanno aperto a possibili interventi militari nel paese sconvolto dalla guerra civile. Ufficialmente si parla di interventi militari contro l’Isis, tuttavia sembra abbastanza certo che il reale obiettivo della politica estera europea e occidentale sia favorire il regime change di Assad, che ormai da quattro anni e mezzo è rimasto a capo della Siria divenendo progressivamente uno dei riferimenti nel Paese per quelle minoranze e quei gruppi che guardano con ostilità allo Stato Islamico e ai salafiti. Non è certo la prima volta che Londra e Parigi parlano di possibili interventi in Siria, in passato però ci si era limitati solamente alle minacce anche grazie al ruolo della Russia che ha difeso il suo alleato Assad con determinazione. La sensazione però è che ogni qual volta la situazione militare in Siria raggiunga delle fasi di stallo, o comunque non sfavorevoli a Damasco, ecco che il nervosismo dell’Occidente aumenta.A pensar male si potrebbe quasi pensare che la notizia di un maggiore coinvolgimento di Mosca nel conflitto abbia spinto Inghilterra e Francia a tornare a ripetere il solito gioco delle parti.

Il governo britannico infatti ha detto di avere intenzione di lanciare raid aerei contro l’Isis in Siria. A riportarlo il Sunday Times che ha citato fonti ufficiali secondo cui lo stesso Cameron vorrebbe ottenere l’ok dal Parlamento per cominciare i raid già in ottobre. E Parigi dopo averci preso gusto in Libia contro Gheddafi, poteva forse chiamarsi fuori? Secondo Le Monde, non sarebbe da escludere un intervento anche autonomo della Francia in Siria per “questioni di sicurezza interna“. Ma la vera ossessione di Francia e Inghilterra è proprio il governo di Assad, quello che vorrebbero destituire da oltre quattro anni e che erano anche pronti a bombardare due anni fa quando per questione delle armi chimiche solo la Russia riuscì a fermare l’attacco su Damasco. Del resto a Londra continuano a mettere Assad e il suo governo allo stesso livello dell’Isis, ignorando che sul campo i cosiddetti ribelli “moderati” ormai hanno un peso marginale da diverso tempo e sono stati sostituiti dall’opposizione jihadista più radicale, quella di Al-Nusra, costola siriana di Al Qaeda, o direttamente dal Califfo. E invece il cancelliere britannico George Osborne in quel del G20 di Ankara ha pensato bene di dire che un piano per una Siria stabile in pace dovrebbe prevedere “la lotta contro la radice del problema: il malvagio regime di Bashar al-Assad e i terroristi dell’Isis“. Ma la domanda per Osborne, Parigi e Londra è solo una: chi difenderà i milioni di siriani cristiani, alawiti, laici una volta che l’esercito siriano verrà eliminato? Sembra quasi che a costoro non interessino gli effetti collaterali delle loro “proposte”.

Dc

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