I falsi pretesti prove e dossier per fare la guerraTribuno del Popolo
lunedì , 18 dicembre 2017
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I falsi pretesti prove e dossier per fare la guerra

DALLA NAVE MADDOX ALLE ARMI DI SADDAM

Fonte: Il Manifesto

Era falso il pretesto dell’incidente del Tonchino che ha dato l’avvio alla guerra del Vietnam. Come è stato accertato dalla consultazione dei Pentagon Papers del 1964, l’attacco alla nave americana Maddox fu una simulazione degli stessi americani o la versione autoassolutoria di un comandante entrato nel panico alla vista di alcune navi vietnamite. Ed era ipocrita perché nessuna minaccia navale vietnamita avrebbe potuto confrontarsi con la potenza americana. Tuttavia il presidente Lyndon Johnson non esitò a usare il pretesto per una escalation militare che finirà in tragedia nazionale.

Era falso il massacro di Racak del 1999, che ha fornito il pretesto della guerra in Kosovo. I 45 corpi di civili trovati morti in un fosso non erano il risultato di un eccidio serbo perpetrato in una notte di tregenda, ma l’esito della raccolta di corpi di ribelli ammazzati nel corso di un mese di combattimenti in un’aerea molto vasta. Le bande Uck, con la consulenza di agenti segreti stranieri, realizzarono la messa in scena raccogliendo i corpi sparsi, cambiando loro i vestiti e togliendo le armi. L’ambasciatore William Walker, l’americano che dirigeva la missione di verifica dell’Osce con l’aiuto di una novantina di mercenari, ex agenti federali o della Cia, avallò la tesi dell’eccidio con la complicità di una patologa finlandese, che non pubblicò mai l’esito degli esami condotti dal suo team. Anni dopo, saranno gli stessi membri del team a fornire risultati, senza rinunciare però all’ipocrisia: li pubblicheranno come studio su una ignota rivista di patologia canadese, facendo attenzione a non mettere troppo in risalto il fatto che la tesi dell’eccidio sia rilevata insussistente.

Sarà troppo tardi. Il pretesto aveva già fatto precipitare la situazione e ai colloqui di Rambouillet, che dovevano trovare una soluzione pacifica alla crisi kosovara, gli Stati uniti aggiunsero la menzogna all’ipocrisia presentandosi con delle proposte semplicemente inaccettabili da parte di qualsiasi paese sovrano.

Il nostro ministro degli esteri, Lamberto Dini, uscito dalla riunione, dichiarò che non si era fatto nulla per la pace ma che si voleva solo la guerra, e così fu.

Era falso il pretesto delle armi di distruzione di massa di Saddam che nel 2003, in piena guerra afghana, ha aperto un secondo conflitto portando l’America al collasso economico e d’immagine. Il segretario di stato Colin Powell, già comandante della guerra del Golfo del 1991, fu costretto a presentarsi agli alleati e alle Nazioni unite mostrando foto false e campioni di antrace prodotta negli Usa per documentare il possesso iracheno di armi nucleari e chimiche. Powell avrebbe poi confessato di essere ignaro delle menzogne e se le avesse scoperte prima si sarebbe opposto alla guerra.

Ipocrisia o ingenuità? Di certo furono ipocriti quei capi di governo che autorizzarono l’intervento delle proprie truppe al fianco degli americani pur conoscendo la verità e sacrificandola sull’altare della sudditanza.

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