I "falsi profeti" della "sinistra" e il supermarket della politicaTribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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I “falsi profeti” della “sinistra” e il supermarket della politica

Cos’è la sinistra? Sembra quasi che il concetto stesso di #Sinistra non sia qualcosa di definibile ma piuttosto uno “stato mentale”, una sorta di moda che consiste nel progettare “abiti su misura” da adattare per spiegare la realtà. E’ la sinistra post-ideologica il che significa che è la sinistra che ha smesso di essere tale e che diventa un “prodotto di mercato” da inserire nei supermarket della politica..

Viviamo in un’epoca in cui tutto sembra relativo. Sembra, appunto, ma nonostante fiumi di inchiostro e di parole che creano una sorta di “nebbia”, è ancora possibile avere dei riferimenti per interpretare in modo coerente la realtà. Ci sembra che un tempo la parola “sinistra” avesse un significato in quanto facesse seriamente riferimento a un insieme ideale ben riconoscibile e coerente. Essere di “sinistra” aveva un significato preciso, non era una “moda” o comunque un qualcosa che cambiava con il cambiare delle stagioni. Oggi invece la “sinistra” sembra quasi essere decisa a tavolino da un gruppo di “intellettuali” che si sentono loro stessi i depositari di una tradizione politica, una aberrazione che può essere portata avanti solo grazie a un parallelo lavoro di disinformazione e di propaganda da parte dei mass-media e a un processo di destrutturazione della storia e della politica. In questo contesto la sinistra ha perso di significato divenendo niente altro che una mera difesa dei diritti umani e civili impregnata di idealismo sessantottino e priva di una qualsivoglia critica economica organica al sistema vigente.

Personaggi come Rondolino, Gad Lerner, Vendola e compagnia divengono essi stessi la “sinistra” , ultimo processo di un vulnus di personalizzazione della politica che ha portato a identificare la “sinistra” con tali personaggi che con il significato odierno del termine non hanno assolutamente nulla a che vedere. Spieghiamoci meglio: Sembra quasi che esistano dei guru che decidono con le loro posizioni che cosa debba essere “Sinistra” nel XXI secolo, e ovviamente i media hanno tutto l’interesse ad assecondare questo vulnus, in quanto rafforza inevitabilmente lo status quo. Prendiamo ad esempio la politica estera: Avete notato che le posizioni della cosiddetta sinistra (o meglio di quello che i media vorrebbero fosse la sinistra) collimano ormai con il pensiero liberal dei democrats americani? Quelli che vengono definiti dittatori e autocrati dalla Casa Bianca diventano dei “nemici” anche per la sinistra nostrana, da Gheddafi fino ad Al-Sisi, Putin, Assad e così via. A questo  punto obietterete che tali personaggi non sono di certo dei rappresentati della “sinistra”, eppure in politica estera ha davvero un senso ritenere la Russia il male assoluto e gli Usa i rappresentanti della democrazia?

Il motivo di questo corto circuito è che la “sinistra” da supermarket degli intellettuali di casa nostra ha rinunciato a cambiare il mondo, accettando come unico ruolo quello di invocare giustizia e libertà, una sorta di “poliziotto buono” che affianca il “poliziotto cattivo” rappresentato dalla Nato. Non esistendo più le ideologie i cantori della moderna sinistra non provano nemmeno più a mettere in discussione l’esistente limitandosi a chiedere una generica “bontà” che puzza di carità e di “sinistra del Re”. Fare i conti con la realtà significherebbe comprendere che la Russia, per quanto non sia un paese di sinistra, rappresenti comunque un ostacolo all’imperialismo Nato e una garanzia del fatto che il mondo non diventi “unipolare”. Così si arriva al paradosso per cui secondo Gad Lerner e soci i russi sono i guerrafondai imperialisti mentre gli Usa i difensori di una non meglio specificata “libertà” anche se i primi vogliono un mondo multipolare e i secondi un mondo unipolare. A meno che costoro non ritengano giusto bombardare tutto il mondo per imporre la “democrazia”, definendo peraltro se stessi “moderati”…

Gracchus Babeuf

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