I film del Tribuno. Lo chiamavano Jeeg RobotTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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I film del Tribuno. Lo chiamavano Jeeg Robot

Un supereroe italianissimo, romano, che si aggira in una città dal malessere molto realistico dove tra tanta cupezza e degrado emerge anche la voglia di cambiamento e riscatto. Un film che parla di degrado e di riscatto, di odio e amore, di bellezza e bruttezza, insomma un vero e proprio gioiello della coppia Mainetti/Guaglianone (regia e sceneggiatura) con attori come Claudio Santamaria e Luca Marinelli. 

Non solo il semplice action movie di un supereroe che deve andare contro i cattivi, sarebbe quasi troppo facile seguire questo copione già scritto inseguendo i supereroi a stelle e strisce della tradizione. Non troverete Superman nella pellicola di Mainetti bensì un supereroe molto italiano, un ladro, un membro del lumpenproletariat romano che sbarca il lunario con furtarelli e altre missioni criminali di basso livello. Un uomo imperfetto impersonato magnificamente da Claudio Santamaria che si aggira in una Roma imperfetta, non quella dell’eleganza e della maestosità dei suoi palazzi ma quella delle periferie, di Tor bella Monaca, del degrado. Una narrazione che colpisce gli spettatori come un pugno trascinandoli per quasi due ore senza respiro, una storia di fantasia e di passione che merita di iscrivere “Lo Chiamavano Jeeg Robot” tra le migliori sorprese cinematografiche made in Italy degli ultimi anni. Un supereroe neorealista che vive di espedienti e che acquisisce per caso dei superpoteri, un ladro che vive guardando porno e mangiando budini ma che in qualche modo riesce a compiere una trasformazione che lo porta a infrangere il guscio della propria cattiveria per conoscere l’amore e l’empatia. Una bravissima Ilenia Pastorelli interpreta in modo magistrale “Alessia”, ragazza di borgata problematica e che ha subito abusi di ogni tipo che vive nel suo mondo ossessionata dai cartoni giapponesi di Jeeg Robot. Ilenia vedrà qualcosa in Enzo, Claudio Santamaria, e lo accompagnerà in un percorso di redenzione che lo porterà a incrociare nel suo percorso il lato oscuro di Roma, quello dell’odio, della rabbia repressa, del degrado e del crimine, una Roma magistralmente incarnata da Luca Marinelli nel ruolo di “Zingaro”, una sorta di Joker all’italiana davvero ben riuscito e ben interpretato. Insomma un film da consigliare assolutamente che propone Gabriele Mainetti come uno dei registi emergenti più interessanti della scena.

Tribuno del Popolo

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