I film del Tribuno: SuburraTribuno del Popolo
martedì , 17 ottobre 2017
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I film del Tribuno: Suburra

Un film che colpisce, un grande ritorno del neorealismo in salsa italiana. Stiamo parlando di Suburra, l’ultima fatica di Stefano Sollima, l’autore di Gomorra-La Serie e di Romanzo Criminale, dove hanno una parte da protagonisti personaggi del calibro di Claudio Amendola, Elio Germano e Pierfrancesco Favino. Uno struggente spaccato della Roma corrotta e tentacolare che ha conquistato le prime pagine della cronaca negli ultimi tempi.

Nessuno è innocente nella Roma tratteggiata mirabilmente da Stefano Sollima, la stessa Roma che il regista aveva già messo in luce con la fortunata serie “Romanzo Criminale” che ripercorreva i fatti e le azioni della Banda della Magliana. Non ci sono eroi nei film di Sollima, e Suburra per certi versi continua il filone che il regista aveva già tratteggiato con la serie di Gomorra, dove il realismo domina la narrazione mostrando i protagonisti con tutte le loro debolezze umane. Una Roma corrotta e disperante, la stessa Città Eterna assurta agli onori della cronaca per i notori fatti di malaffare e che Sollima riesce  a sviscerare con naturalezza, senza timore di essere politically scorrect. Il film scorre rapido tra inquadrature pompose e colonna sonora sempre adeguata, e i personaggi si contendono il primo piano a turno.

Non c’è un protagonista in Suburra, e questo permette di mettere i vari personaggi sullo stesso piano, come se fossero tutti parte di un palcoscenico che è il sistema stesso che domina le loro azioni. Storie di personaggi che si intersecano, da Amendola, perfetto nel ruolo di boss autorevole e spietato, fino a un Favino perfettamente a suo agio nel ruolo di politico che ha le mani in pasta ma che finisce vittima dello stesso sistema criminale cui ammicca. Una storia di malavita, di degrado delle periferie e di politica marcia che merita sicuramente l’attenzione del pubblico. Non certo un capolavoro assoluto, tuttavia Sollima continua a mostrarsi un fortunato interprete del genere neorealista, insomma un prodotto cinematografico che, se non delizierà i palati di tutti, se non altro lascerà con il fiato sospeso dal primo all’ultimo secondo. E non è poco di questi tempi anche perchè il regista è stato abile nel mostrare quello che tutti sanno ma che forse, non tutti sono disposti a vedere.

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