I film del tribuno. TrumboTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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I film del tribuno. Trumbo

Jay Roach ha fatto uscire negli Stati Uniti il suo nuovo film, quello sulla vita dello sceneggiatore Dalton Trumbo che venne mandato in carcere sul finire degli anni Quaranta per via delle sue idee politiche in quanto reo di essere comunista in anni in cui non era permesso. Un film da vedere che restituisce una storia poco approfondita, quello della caccia alle streghe del maccarthysmo.

Una storia assurda quella di Dalton Trumbo, sceneggiatore di grandissimo talento che alla fine degli anni Quaranta fece la scelta coraggiosa di diventare comunista negli Stati Uniti. Jay Roach, già autore di Ausitn Powers, ha avuto il merito di lumeggiare con questo film che sta uscendo in questi giorni negli Usa un periodo controverso, quello della caccia alle streghe anticomunista della fine degli anni Quaranta, quando soprattutto a Hollywood vi fu una vera e propria isteria anticomunista e antisocialista che assunse vere e proprie forme di discriminazione nei confronti di artisti considerati di simpatie comuniste. Roach ha scelto un cast d’eccezione con Brian Cranston, proprio lui quello di Breaking Bad, Diane Lane, Elle Fanning, e  il suo film colpisce soprattutto per la scelta del tema, un tema scomodo dato che mostra un volto degli Stati Uniti che in molti non vogliono vedere, ancor più che la stessa Costituzione Americana dovrebbe teoricamente permettere a chiunque di seguire le proprie idee. Una storia quella di Trumbo che merita di essere ricordata soprattutto per il genio del personaggio, non a caso Trumbo scrisse sotto pseudonimo diversi capolavori tra cui anche “Vacanze Romane” che gli venne riconosciuto postumo. Una serie di personalità cominciarono a consultarlo di nascosto riconoscendone il genio, e Trumbo arrivò infine alla riabilitazione. Insomma un film che è anche un pugno negli occhi nei confronti di tutti quelli che hanno pensato agli Usa sempre e comunque come a un faro di libertà e tolleranza. Brian Cranston poi merita una menzione particolare con una interpretazione molto godibile che lo conferma come attore a tutto tondo capace con successo di vestire nuove maschere di scena senza snaturarsi.

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