I furbetti dell'assicurazioneTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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I furbetti dell’assicurazione

Sempre più famiglie in difficoltà con le tasse e l’assicurazione perché sempre di più sono i “furbi” che non le pagano.

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Il livello di evasione fiscale è altissimo in Italia, siamo appena meno ladri della Romania, seguendo le statistiche; dall’altro canto, emerge che nel nostro Paese si pagano tasse tra le più alte d’Europa, proprio perché a pagarle sono in pochi. Con la Tares, promossa a dicembre e attiva da questo aprile, le tasse sulla luce, sul gas, sui rifiuti e sulle assicurazioni sono aumentate e di conseguenza, è aumentato il numero di evasori fiscali. E’ emerso che per le strade, un mezzo su dieci circola senza assicurazione, secondo i dati ANIA (l’Associazione degli assicuratori); l’ACI (sui veicoli immatricolati) rivela, invece, che sempre più numerose sono le assicurazioni on line con sede all’estero. Poi, c’è chi rinvia il pagamento dell’assicurazione, in attesa di tempi migliori, lasciando l’auto in garage. Quest’evasione non riguarda, però, solo i privati, ma oltre alle automobili rientrano le moto, i camion e persino i pullman turistici.
Il centro dell’evasione fiscale italiana è Napoli, con oltre ottocento mila veicoli “fuori legge”, quasi un quarto dei mezzi pirata che ci sono in tutta Italia; Ma è confutato lo stereotipo che a evadere le tasse sono soltanto i meridionali, perché i vigili della Radiomobile di Milano hanno fatto la loro indagine, ed è emerso che una macchina su cinque non è assicurata. I numeri sono raddoppiati rispetto a qualche anno fa, le famiglie non riescono più a pagare tutto,e infatti, osservano i poliziotti, gli autoveicoli senza assicurazione sono per lo più di persone economicamente modeste, anche se non manca qualche furbo con l’auto sportiva non assicurata. Il direttore dell’ANIA, Vittorio Verdone minaccia: “controlli massicci con l’ausilio di Tutor,telecamere Ztl e Autovelox, staneremo chi non è assicurato”.Chi si crede furbo, nell’imbrogliare lo Stato, non sa che il dispetto lo sta facendo a se stesso. Se lo Stato riceve meno soldi, ci saranno sempre meno servizi e più tagli, da quelli all’istruzione ai tagli agli ospedali, ai servizi per i mezzi pubblici di trasporto (dai bus cittadini ai treni interregionali),alle biblioteche comunali, agli spazzini che tengono pulite le strade, ai custodi dei parchi e de iluoghi pubblici che verrebbero chiusi; ci sarebbero sempre più tagli dei poliziotti, carabinieri, finanzieri con una conseguente maggiore criminalità per le strade. Se in Italia pagassero tutti le tasse ci sarebbe una minore pressione fiscale per tutti, con servizi di miglior efficienza; solo allora potremo contestare contro gli sprechi della politica, solo allora potremo pretendere più posti negli ospedali e nelle scuole, solo allora potremo definirci parte integrante dello Stato, perché dopo che abbiamo rispettato i nostri doveri, possiamo pretendere che siano rispettati i nostri diritti e la smetteremo con questa guerra senza senso tra popolo e Stato.

Glenda Silvestri

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