I lavoratori incrociano le braccia all'Eataly di BolognaTribuno del Popolo
giovedì , 23 novembre 2017
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I lavoratori incrociano le braccia all’Eataly di Bologna

Uno sciopero, anche se solo di un’ora, è avvenuto nello stabilimento Eataly di Bologna. Il motivo? il licenziamento di un precario senza preavviso.

Anche Eataly ha potuto provare il “brivido” di uno sciopero, anche se è durato solamente un’ora nello stabilimento di Bologna. E’ anche vero però che si  è comunque creato un precedente, dal momento che patron Farinetti fino a questo momento non aveva mai dovuto gestire criticità di questo tipo ed è sempre stato proposto dai media e dal Pd come una sorta di modello. La Filcams Cgil ha spiegato di aver aderito allo sciopero di un’ora a causa del licenziamento di un precario senza preavviso, come se fosse del tutto normale ormai la presenza stessa di lavoratori precari. Del resto il dipendente licenziato non era nemmeno stato assunto direttamente ma mediante un’agenzia del lavoro con  la quale era stato assunto per un anno al termine del quale non gli è stato rinnovato il contratto. Non si capisce però dove sia lo sbalordimento dei sindacati dal momento che quella della precarietà è ormai la condizione normale che si cerca di imporre a qualsiasi lavoro, presente e futuro, come del resto indicato dal Jobs Act di Matteo Renzi. Un pò come se Renzi si ispirasse proprio alle trovate di Farinetti per realizzare le sue leggi. Insomma i ristoranti di Farinetti stanno conoscendo una continua espansione e persino la Filcams ha cominciato a chiedersi come mai vengano tenuti “alcuni lavoratori in condizione di continua precarietà“. Insomma se è quella di Eataly la strada da seguire per il lavoro in Italia, non resta che mettersi le mani nei capelli.

 

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