I legami di Washington con i terroristi ceceniTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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I legami di Washington con i terroristi ceceni

Scorrendo la lista dei principali sostenitori nordamericani del movimento secessionista della Cecenia, alcune frange del quale sono difficilmente distinguibili dai terroristi ceceni finanziati da alleati degli USA quali l’Arabia Saudita e il Qatar, ci tornano alla mente alcuni dei più ferventi protagonisti statunitensi della Guerra Fredda.

Stanno emergendo continuamente nuove prove sulla conversione in musulmano “radicale” dell’autore dell’attentato di Boston Tamerlan Tsarnaev (presumibilmente ucciso il 19 aprile in un conflitto a fuoco con la polizia presso Watertown, nel Massachusetts), quando partecipò a un programma coperto della CIA messo in atto nella Georgia ex sovietica allo scopo di destabilizzare il Caucaso russo settentrionale. L’obiettivo finale dell’Agenzia spionistica degli USA era ottenere che gli abitanti musulmani di quella regione dichiarassero l’indipendenza da Mosca e si orientassero verso i governi musulmani wahabiti di Arabia Saudita e Qatar.

La grande maggioranza dei media commerciali dell’Occidente ha per lo più ignorato una storia importante, resa nota dalle Izvestia di Mosca: Tamerlan Tsarnaev ha partecipato a dei seminari organizzati dal Fondo Pro Caucaso della Georgia, gruppo affiliato al centro studi della neoconservatrice Fondazione Jamestown, a gennaio e agosto del 2012. I media nordamericani hanno reso noto che, nel giro di sei mesi, Tsarnaev sarebbe stato “radicalizzato” dall’Imam Abu Dudzhan, morto lo stesso anno in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza russe. Secondo la stessa fonte Tsarnaev, nel 2011, si recò anche in Daghestan.

Tuttavia, secondo quanto segnalato nei documenti filtrati dal Dipartimento di Controspionaggio del Ministero degli Esteri georgiano, Tsarnaev avrebbe soggiornato a Tbilisi e partecipato ai “seminari” organizzati dal Fondo Pro Caucaso della Georgia, creato durante il conflitto del 2008 tra quel Paese e la Repubblica filo russa dell’Ossezia del Sud, iniziato quando le truppe georgiane la invasero, nei giorni delle Olimpiadi di Pechino. La Georgia venne sostenuta militarmente e supportata dall’intelligence di USA e Israele. L’aiuto statunitense comprendeva anche la messa a disposizione di consiglieri militari delle forze speciali USA di stanza in Georgia. I documenti dei servizi georgiani riportano che Tsarnaev partecipò ai seminari patrocinati dalla Fondazione Jamestown nella capitale Tbilisi. La detta Fondazione fa parte di una rete neoconservatrice che cambiò la sua denominazione dopo la Guerra Fredda, trasformandosi da antisovietica e anticomunista in antirussa e “pro-democrazia”. La rete, oltre che sulla Fondazione e sul Fondo Pro Caucaso, può contare su altri gruppi finanziati dall’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo (USAID) e dall’Istituto Società Aperta di George Soros. La Georgia è diventata l’anello di congiunzione per le azioni di sostegno all’Opposizione Russa che cerca di rovesciare il governo del Presidente Vladimir Putin. La Georgia patrocinò, nel marzo 2010, la conferenza “Nazioni Occulte, Crimini Continuati: I Circassi e il Popolo del Nord del Caucaso tra Passato e Futuro”, finanziata da CIA, George Soros e MI-6, agenzia spionistica britannica. La Georgia e suoi alleati come la CIA, George Soros e l’intelligence di Londra stanno canalizzando fondi e altre forme di sostegno alle spinte secessionistiche di minoranze etniche della Russia come circassi, ceceni, ingusci, kabardini, abkazi, tatari. La conferenza di Tbilisi del 21 marzo 2010 venne organizzata dalla Fondazione Jamestown e dalla Scuola Internazionale di Studi sul Caucaso dell’Università Statale di Yila, in Georgia. Se i documenti del controspionaggio georgiano indicano che Tamerlan Tsarnaev partecipò a conferenze della Jamestown a Tbilisi nel 2011, non avrebbe potuto il servizio segreto russo averlo seguito fino al seminario delle Nazioni Occulte della Jamestown del marzo 2010? In ogni caso, un anno dopo l’intelligence di Mosca decise di contattare il FBI (Federal Bureau of Investigation, Ufficio Federale di Investigazione, ndt) a proposito dei legami di Tsarnaev con i terroristi. La prima richiesta russa al Bureau arrivò tramite l’ufficio dell’Addetto agli Affari Legali del FBI dell’Ambasciata USA a Mosca, nel marzo 2011. Il FBI arrivò soltanto nel giugno 2011 alla conclusione che Tamerlan Tsarnaev non costituiva nessuna minaccia terroristica ma il suo nome venne ugualmente inserito nella banca dati del Sistema delle Comunicazioni di Polizia del Tesoro (la sigla in inglese è TECS), agenzia preposta al monitoraggio delle informazioni finanziarie, come conti bancari all’estero e trasferimenti di denaro. Le autorità russe, nel settembre 2011, allertarono nuovamente quelle nordamericane riguardo ai loro sospetti nei confronti di Tamerlan. Questo secondo avvertimento venne rivolto alla CIA. Nel settembre 2011 le autorità moscovite erano pienamente a conoscenza che il Seminario delle Nazioni Occulte tenutosi l’anno precedente era stato patrocinato dall’Agenzia spionistica statunitense e sostenuto dal governo georgiano di Mikheil Saak’ashvili. Mosca sapeva inoltre che altre riunioni simili si erano svolte o erano in preparazione, compresa una alla quale Tamerlan Tsarnaev avrebbe partecipato nel gennaio 2012, a Tbilisi. A un certo punto, dopo il primo allarme da parte russa, poco prima o poco dopo il secondo, la CIA aggiunse il nome di Tamerlan alla lista del Centro Nazionale Antiterrorismo (TIDE è la sigla in inglese), banca dati contenente più di 750.000 nomi e che il Centro amministra nella località di McLean, in Virginia.

La Fondazione Jamestown è una vecchia sigla di copertura della CIA. Venne fondata nel 1984 dal, tra gli altri, direttore dell’Agenzia William Casey. La Fondazione venne utilizzata come una sorta di agenzia di collocamento per disertori di alto rango provenienti dal blocco sovietico, tra i quali il Vice Segretario Generale dell’ONU Arkady Shevchenko ed il romeno Ion Pacepa, agente segreto. Il Servizio di Sicurezza Federale (FSB) russo e il Servizio di Intelligence Estero (SVR) dello stesso Paese, sospettano da tempo che la Jamestown contribuisca a promuovere la sedizione in Cecenia, Inguscezia e altre repubbliche nord caucasiche. La conferenza di Tbilisi del 21 marzo sul Caucaso settentrionale si svolse alcuni giorni prima degli attentati esplosivi nella metropolitana di Mosca e ciò, ovviamente, fece aumentare i sospetti di FSB e SVR. Il comitato direttivo della Jamestown Foundation conta tra i suoi membri protagonisti della Guerra Fredda come Maria Carlucci, moglie dell’ex funzionario della CIA, Segretario alla Difesa e Presidente del Gruppo Carlyle Frank Carlucci. Egli fu anche una delle persone che sollecitò il governo nordamericano a concedere asilo politico all’ex ministro degli Esteri della Repubblica di Cecenia, Ilyeas Ajmadov, accusato dai russi di avere legami coi terroristi, dopo che il Dipartimento della Sicurezza e della Giustizia degli USA aveva posto il veto; Alfred Regnery, autore di libri e riviste anticomuniste; Kathleen Troia “KT” McFarland, assistente di Caspar Weinberger per gli Affari Pubblici nella Segreteria alla Difesa. Fa parte del Direttivo anche l’ex governatore repubblicano del Oklahoma, Frank Keating, in carica quando vennero perpetrati gli attentati dinamitardi contro il Palazzo Federale Murrah, nel 1995.

La cooperazione con la Jamestown Foundation nelle operazioni di spionaggio nel nord del Caucaso, così come negli affari interni di Moldova, Bielorussia, degli Uiguri e dell’Uzbekistan da parte dell’assai ramificato Istituto Società Aperta di George Soros è una tradizione dell’Intelligence USA e degli interessi bancari globali. Il progetto di Soros per l’Asia Centrale ha patrocinato un certo numero di tavole rotonde e seminari assieme alla Jamestown Foundation. La sicurezza russa, nella sua prima comunicazione al FBI, segnalò che Tamerlan Tsarnaev era drasticamente cambiato a partire dal 2010. Questo cambiamento avvenne dopo la conferenza sulle Nazioni Occulte a Tbilisi. Il sostegno nordamericano ai ceceni e alla secessione del Caucaso settentrionale iniziò dopo questa dichiarazione del candidato repubblicano alla presidenza John McCain: “Dopo l’illegale riconoscimento da parte russa dell’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud, i Paesi occidentali dovrebbero prendere in considerazione l’indipendenza del Caucaso settentrionale e della Cecenia”. Barack Obama, quando si insediò alla presidenza degli USA nel 2009, fece sua la proposta di McCain, autorizzando la CIA ad appoggiare finanziariamente secessionisti e terroristi del nord del Caucaso con denaro “lavato”, attraverso la USAID, la NED, l’Istituto Società Aperta di George Soros, la Casa della Libertà e la Fondazione Jamestown. Obama, nel gennaio del 2012, nominò Soros attivista e il neoconservatore Michael McFaul, della destrorsa Istituzione Hoover dell’Università di Stanford, ambasciatore degli USA a Mosca.

McFaul spalancò immediatamente le porte dell’ambasciata a una serie di dissidenti russi, compresi secessionisti nord caucasici, alcuni dei quali sono sospettati dai servizi segreti moscoviti di legami con terroristi musulmani. Forse non sapremo mai se Tamerlan Tsarnaev sia sempre stato un agente della CIA e abbia partecipato a un’operazione sotto “falsa bandiera” a Boston, diventando involontariamente un capro espiatorio in una cospirazione dell’Agenzia (sul modello del “marine nordamericano che ‘disertò’ a favore dell’Unione Sovietica” Lee Harvey Oswald, capro espiatorio nell’assassinio del presidente Kennedy) oppure si sia radicalizzato quando si cercò di infiltrarlo nelle fila dell’Emirato del Caucaso e abbia deciso di disertare e compiere un attentato terroristico contro gli USA. Tsarnaev, se fosse vera l’ultima ipotesi, assomiglierebbe più a Osama Bin Laden, a suo tempo assoldato dalla CIA in Afghanistan e che si suppone abbia deciso a un certo punto di scatenare una Jihad contro gli Stati Uniti. Il parallelo tra Tsarnaev e Oswald potrebbe spiegare lo scoppio di un ordigno incendiario nella Biblioteca John F. Kennedy di Boston, dieci minuti dopo le due esplosioni lungo il percorso della Maratona nelle vie cittadine. Dopo che la Polizia ha dichiarato che le fiamme sarebbero state causate da un’esplosione, il Dipartimento Antincendi di Boston ha cercato di occultare il fatto, suggerendo che il fuoco sarebbe invece divampato perché qualcuno ha fatto cadere un mozzicone di sigaretta su materiali infiammabili.

di Wayne Madsen | da www.aporrea.org
L’originale in http://www.strategic-culture.org

Traduzione dallo spagnolo di Sandro Scardigli per Marx21.it

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