"Possa il mio sangue servire"Tribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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I libri del Tribuno: “Possa il mio sangue servire”

Si tratta del nuovo romanzo di Aldo Cazzullo, inviato ed editorialista del Corriere della Sera che ha pubblicato il suo nuovo libro con Rizzoli. Un libro da leggere assolutamente che cerca di raccontare la grande storia e i grandi temi attraverso le “piccole” storie. Un modo per riscoprire la Resistenza in tempi di terribile revisionismo.

Per la serie: “I Libri del Tribuno” non possiamo non consigliare il libro di Aldo Cazzullo, storico giornalista del Corriere della Sera che ha voluto offrire uno spaccato di un periodo storico ancora controverso e oggetto, purtroppo, a un forte vento di revisionismo. “Possa il mio sangue servire” è un romanzo dal ritmo incalzante ma che ha anche la precisione di un saggio dimostrando che l’autore sa bene di quel che parla. Un libro che ripercorre le storie della gente comunque, quella che ha visto la propria vita sconvolta da una guerra che ha lasciato segni indelebili sulla carne di chi l’ha subita. Cazzullo ci racconta quindi di persone semplici che aprono le porte delle loro case di notte per aiutare ricercati, partigiani, uomini semplici che cercavano di fuggire alla morte della guerra. La penna di Cazzullo è brava a tratteggiare scenari drammatici come quelli delle suore di Firenze che hanno salvato centinaia di ebrei dalla furia del nazifascismo, oppure la storia di don Ferrante Bagiardi, uomo che scelse di morire assieme ai suoi parrocchiani per accompagnarli lui stesso “davanti al Signore”. Storie di persone comune che hanno scelto con un gesto di eroismo di opporsi all’insensatezza del nazifascismo, come i tre carabinieri di Fiesole che arrivarono a farsi uccidere pur di salvare gli ostaggi, o storie come quella degli italiani internati in Germania che si sono rifiutati di andare a Salò per combattere con i fascisti contro altri italiani. Storie di persone comuni ma dotate di un eroismo non comune, storie che ricostruiscono l’abominio che si visse in Italia a causa del nazifascismo, storie che resistono al vento forte del revisionismo chiedendo agli italiani di ricordare il sacrificio di chi diede davvero il proprio sangue per donarci la speranza in un Paese migliore. Storie che, incredibilmente, vengono ancora ritenute faziose e parziali quando invece dovrebbero entrare di diritto nel patrimonio condiviso.

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