I migranti, Schengen e l'Europa dei "miserabili"Tribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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I migranti, Schengen e l’Europa dei “miserabili”

Le recenti vicissitudini dei migranti hanno affollato tutte le prime pagine dei giornali. Si fa un gran parlare di “invasioni”, di “Schengen”, eppure di fronte ai migranti rintanati sugli scogli di Ventimiglia e alla sorte della Grecia ci viene in mente solo una cosa: L’Europa di Altiero Spinelli e degli alti valori non è mai esistita, quella di oggi somiglia semmai ad un’altra Europa, che ci riporta tristemente a un periodo fosco del XX secolo, un periodo nel quale il sentimento comune era l’egoismo.

Esiste un filo rosso che collega Atene alle coste assolate del Nord Africa da cui partono quotidianamente migliaia di disperati, e questo filo rosso arriva fin nel cuore del Mediterraneo, sulle nostre coste, dove i disperati in fuga dalle guerre si riversano. Eppure siamo in pieno XXI secolo, nella opulenta e civilissima Europa, almeno sulla carta. Solo sulla carta però perchè le immagini dei migranti ammassati a Ventimiglia sugli scogli nella speranza di scollinare in Francia ci parlano invece di un’altra realtà, una realtà di squallidi egoismi, di xenofobia, di risentimento e di indifferenza nei confronti delle sofferenze. Ma del resto l’Europa della civiltà esiste solamente nella mente di qualche intellettuale con la testa tra le nuvole, troppo distratto per ricordarsi che la tanto conclamata “civiltà” europea è sì quella della Rivoluzione Francese, dei Lumi e dei diritti dell’Uomo, ma anche quella del colonialismo, dell’olocausto, delle guerre mondiali, dell’oppressione e quant’altro. Oggi, alla prova dei fatti, l’Ue risponde alla crisi migratoria con l’egoismo, lo stesso egoismo con il quale ad esempio si sta affrontando la situazione della Grecia. dove sulla base dei “conti” si sacrificano le vite di milioni di cittadini. Ognuno pensa a sè, gli altri affondino nella miseria, questo sembra essere il motto dell’Unione Europea, che se da un lato si infarcisce la bocca di grandi proclami ideali, nella realtà volta le spalle di fronte a migliaia di profughi, lasciando che le destre nazionaliste usino questi poveretti in modo miserabile per fare voti. Più che un’Europa dei popoli e degli ideali ci sembra mai come ora una Europa dei “miserabili”, dove l’unica cosa che conta sono i soldi e la loro libera circolazione. Ormai anzi la gente nemmeno si vergogna più di ammettere che della sorte dei migranti non gliene frega assolutamente nulla, e nessuno suona campanelli d’allarme in questo senso. Insomma sugli scogli di Ventimiglia si consuma, in fin dei conti, il fallimento dell’Europa che si nasconde dietro interessi egoistici provinciali rifiutando di ammettere le proprie responsabilità e di prendere posizione, dimostrandosi in questo senso un vero e proprio vassallo dei potentati finanziari e degli Stati Uniti.

Gb

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