I "mercanti di odio" del Web e la degradazione del senso comune | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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I “mercanti di odio” del Web e la degradazione del senso comune

All’indomani della tragedia del tribunale di Milano nella quale un imprenditore impazzito ha ucciso quattro persone, in molti sul web indossano l’abito da “leone” da tastiera e fanno capire che forse non ha fatto così male; magari si tratta di quelle stesse persone che inneggiano allo sterminio degli zingari ed evocano dittature di estrema destra. Anche questa è la fotografia delle barbarie che avanzano nei nostri foschi tempi.

Solitamente per scelta editoriale preferiamo non commentare le notizie di cronaca nera. La vicenda di Claudio Giardiello, l’imprenditore che ha ucciso quattro persone nel Tribunale di Milano dove era imputato per “bancarotta fraudolenta” . Inutile dire che il suo è stato un gesto sconsiderato e fortunatamente i carabinieri sono riusciti ad arrestarlo prima che potesse uccidere ancora. Incredibilmente però sul web in molti non hanno preso le distanze dal gesto sconsiderato dell’imprenditore beneventano, si tratta dei soliti “leoni da tastiera” che affollano i social network, che forse spinti dal clima generale di barbarie ormai non si vergognano nemmeno più ed escono allo scoperto.

Qui trovate una delle tante pagine che però probabilmente verrà rimossa a breve, una pagina dal nome chiarificatore: “Claudio Giardiello Vittima dello Stato“: https://www.facebook.com/pages/Claudio-Giardiello-Vittima-dello-stato/1045906995437563?fref=ts. Questo il sottotitolo scelto dai “geni” amministratori della pagina: “Claudio Giardiello vittima di uno stato che ti strozza e ti tagliuzza con tasse assurde portandoti via tutto e cercando di rinchiuderti in una gabbia”. Insomma incredibilmente c’è qualcuno che tenta di comprendere le ragioni di un imprenditore imputato di bancarotta fraudolenta decidendo a priori che si tratta di un pover uomo vittima della malagiustizia, il tutto ovviamente senza uno straccio di prova. Non solo, questo atteggiamento lascia quasi da pensare che per qualcuno sia normale sparare se si ha ragione, un altro abominio che la dice lunga sulle barbarie che ormai contraddistinguono il nostro senso comune.

Del resto c’è anche qualcuno che compie una operazione più subdola, non prendendo apertamente le parti di Giardiello ma pubblicando articoli come questo: http://www.ilnord.it/c-4186_LASSASSINO_DELLA_STRAGE_DI_MILANO_E_UNO_DEGLI_82000_IMPRENDITORI_FALLITI_IN_ITALIA_PERSO_1MLN_DI_POSTI_DI_LAVORO . Al fondo di questo articolo de “Il Nord” c’è una foto di Giardiello arrestato con la scritta: “Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato” (la foto è qui sotto)

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Insomma sembra quasi che, pur non difendendo il gesto dell’imprenditore, si voglia utilizzare questa tragedia quasi come “monito”. La cosa agghiacciante è che nessuno sembri turbato da tutto questo, come se uccidere dei giudici a colpi di pistola sia alla fine un qualcosa di tutto sommato comprensibile e non il gesto folle e sanguinario di un pazzo omicida, peraltro forse colpevole di bancarotta fraudolenta! E invece no, in troppi sfruttano questa tragedia per gettare altro veleno nei confronti dello Stato. Del resto secondo alcune testate l’uomo avrebbe chiuso per la sesta volta in vent’anni un ‘attivita per cessazione, liquidazione o fallimento, non sembra proprio il pedigree di un perseguitato dallo Stato. Inoltre l’essere un perseguitato non autorizza di certo a usare violenza, o sbagliamo? No perchè se no come mai quegli stessi che tendono a “comprendere” la rabbia di Giardiello sono sordi e ciechi di fronte alla rabbia delle manifestazioni di piazza, solo per fare un esempio? Ma poi basta fare un giro sulle tante pagine di Facebook per comprendere che è proprio il senso comune ad essere diventato barbarico. Sulla pagina di Matteo Salvini si leggono quasi ogni giorno centinaia di commenti che inneggiano alle dittature di estrema destra o gettano odio e fango nei confronti delle altre etnie, dei comunisti, delle zecche, dei parassiti. Dei veri e propri propagandisti di odio che sembrano quasi lavorare incessantemente per invelenire la società civile e creare un clima da “resa dei conti” con lo Stato. Ma la domanda è, come mai lo Stato, sempre attento a difendersi “da sinistra” e dalla presunta eversione delle piazze, sembra essere dormiente nell’affrontare temi come la xenofobia o il razzismo? Sarebbe quantomeno incoraggiante vedere la stessa solerzia anche nei confronti di chi inneggia a Giardiello o ad altri ameni personaggi…e invece..evidentemente inneggiare al diritto di farsi giustizia da soli contro giudici, zingari e quant’altro non spaventa più di tanto…

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