I propositi dell'altro Matteo (Salvini)Tribuno del Popolo
venerdì , 22 settembre 2017
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I propositi dell’altro Matteo (Salvini)

È una vera e propria consacrazione di Matteo Salvini alla segreteria della Lega Nord il risultato del voto nell’ambito del congresso che si è tenuto nella giornata di ieri a Padova.  399 dei 400 delegati riuniti hanno scelto di estendere il mandato del giovane segretario fino al 15 dicembre del 2016, un vero e proprio plebiscito che rende l’idea di quanto il lavoro fatto dal giovane segretario raccolga consensi tra i militanti.

Fonte: Oltremedianews


È una vera e propria consacrazione di Matteo Salvini alla segreteria della Lega Nord il risultato del voto nell’ambito del congresso che si è tenuto nella giornata di ieri a Padova.  399 dei 400 delegati riuniti hanno scelto di estendere il mandato del giovane segretario fino al 15 dicembre del 2016, un vero e proprio plebiscito che rende l’idea di quanto il lavoro fatto dal giovane segretario raccolga consensi tra i militanti.

Dalle parole del rinnovato segretario nel corso del discorso al Congresso emerge un’idea di una Lega che vuole essere l’unica alternativa all’altro Matteo che oggi è premier:  «Oggi il centrodestra non esiste, così come non esiste il centrosinistra. Poi c’è anche un centrodestra in ordine sparso un po’ qui un po’ là, un po’ al governo, un po’ a favore dell’immigrazione, un po’ per le coppie gay, un po’ con la Merkel. E poi c’è la Lega che si batte contro il “renzismo” che vuole radere al suolo tutto ciò che è diverso e ha i mezzi mediatici e giudiziari per farlo».

Salvini vuole dunque una Lega un po’ più “nazionale”, un partito che vuole prendere il largo dalla dimensione territoriale radicata nella natia Padania per accogliere anche i voti di Centro, e perché no, Sud. Ma che al segretario del partito dei duri e puri padani piacesse l’accogliente meridione della Penisola si era capito già da quando il giovin Matteo aveva inaugurato le calate al Sud, con esiti in realtà piuttosto alterni (a Napoli lo avevano trattato malissimo). Una Lega forse un po’ troppo ambiziosa, come ambiziosi paiono gli obbiettivi che si pone: il dimezzamento delle tasse, lo stop agli studi di settore e una “rivoluzione fiscale”.  L’idea nella testa di Matteo è quella di un’aliquota fiscale secca al 20% uguale in ogni angolo di Paese,  in modo da «far pagare di meno a chi oggi paga troppo»: è questa la promessa di Salvini, con tanto di proclamazione di sciopero fiscale per dare un segnale forte e chiaro.

Ma lo sguardo rivolto verso sud del segretario non piace molto a colui che la Lega l’ha fondata, colui che ha fatto della battaglia per l’indipendenza della Padania dal resto d’Italia che prende e sperpera il suo primario obbiettivo. Al Congresso c’è anche Umberto Bossi, che alla platea di militanti tiene a specificare che la prospettiva di una lega che va al Sud «è una cosa un po’ negativa… sembra un’operazione coloniale.». Un ammonimento in controtendenza con il percorso che il povero Matteo aveva già iniziato qualche mese fa, e pensare che ci si era messo pure d’impegno, come quando, sbarcato in Sicilia da novello garibaldino, sollevava con quell’aria da bravo ragazzo che sa “faticare” una cassetta colma di fragole accanto a un contadino di Maletto, il paese in provincia di Catania dove alle Europee il partito del Nord aveva preso 32 voti.

Ileana Alessandra D’Arrissi

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