iFest. Sulla collina tra Zerocalcare e i Poeti del TrulloTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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iFest. Sulla collina tra Zerocalcare e i Poeti del Trullo

l’iFest ha registrato un incredibile affluenza nel primo giorno di apertura e ha proposto due interessanti eventi: La presentazione delle prime tavole del nuovo libro di Zerocalcare e un reading delle poesie dei Poeti del Trullo.

Appena si entra nel parco Simon Bolivar, location che ospita l’iFest nei cinque giorni dell’evento, si capisce subito che è difficile. Difficile organizzare bene un evento come questo, renderlo interessate, invitare personaggi di spessore e musicisti famosi. Difficile pubblicizzarlo, far girare la voce, affrontare le lamentele dei vicini per il rumore, le persone che giudicano inutile quello che fai, quello che cerchi di costruire. Difficile farlo autofinanziandosi completamente senza prendere un soldo da nessuno, che siano partiti o sponsor. Quest’ultima cosa sembra quasi impossibile. Eppure l’iFest, che ieri sera ha fatto il pieno di gente, c’è l’ha fatta, restituendo un pezzo di Roma ai cittadini. Il parco Simon Bolivar sulla via Nomentana, un parco piccolo, occupato quasi per intero da una collina. E proprio lì in cima il fulcro della festa, il palco che ospita gli eventi. La gente si arrampica per arrivarci, tira fuori l’attrezzatura da scalata, e una volta in cima alla collina comincia la fila. Una fila per avere un disegnino di Michele Rech in arte Zerocalcare, una fila così lunga che gli organizzatori sono stati costretti a strappare l’autore a questa interminabile fiumana di gente, e a consegnare numeretti come dal salumiere per far rispettare i turni.

Questo è solo un piccolo episodio per dimostrare ancora una volta, anche se probabilmente non c’è ne più bisogno, quanto il fumettista romano sia ormai popolare. Al punto che intorno al palco c’era una folla silenziosa che lo ha ascoltato parlare, raccontare quelle dieci pagine del suo nuovo libro. Un libro che si intitolerà “Dimentica il mio nome”. Sarà finito ad agosto e uscirà aottobre, ma nel frattempo vedere quelle dieci tavole rende l’idea di ciò che sarà, un ulteriore esplorazione dell’autore del dolore e la rielaborazione di episodi della sua vita uniti a elementi inventati. Ma questa volta ad un livello ancora più personale, perché il libro tratterrà della famiglia di Michele Rech, in particolare della madre e della nonna.Naturalmente, conferma l’autore, non verranno tralasciate l’ironia e le citazioni, perché è questa la forza dei libri di Zerocalcare, cosa assente nelle sue storie brevi, il riuscire a unire aspetti ironici e drammatici senza che gli uni prevarichino gli altri, in un equilibrio quasi precario.

Michele Rech parla a lungo, risponde anche alla curiosità del pubblico sul film tratto dal suo libro “La profezia dell’armadillo” diretto da Valerio Mastandrea. Curiosità sulla parte avuta nella stesura della sceneggiatura. L’autore ha spiegato che parti di dialogo sono scritte di suo pugno e prontamente “snellite” per rientrare nei tempi cinematografici, visto che, dice, fumetto e cinema sono linguaggi completamente diversi. Alla fine Zerocalcare torna zoppicando a firmare i suoi libri, quaderni, block notes o anche solo semplici pezzi di carta.

Subito dopo la serata viene conclusa da alcuni attori alle prese con la lettura dei versi dei Poeti del Trullo. Questi sono un gruppo di poeti provenienti appunto dal Trullo che scrivono in romano e sentire i loro versi recitati da Johnny Palomba, Attricecontro, Andrea Rivere e gli altri ha dato uno spessore molto particolare. Perché sono poesie che parlano di Roma e dei romani, della metropolitana, dei quartieri e delle notti. Di tutto quello stupendo e terrificante universo che è questa città. La recitazione era accompagnata dal quartetto Est! Est! Est! Tutti gli attori sono stati impeccabili, hanno recitato e interpretato per una delle rare occasioni in cui la poesia è protagonista, solo Andrea Rivera ha usato del suo materiale per alternarlo alle poesie, rovinando un po’ l’atmosfera.

L’iFest nelle prossime giornate propone due concerti. Lo Stato Sociale e i 99 Posse. E nell’ultima serata un immancabile appuntamento con gli attori del Teatro Valle occupato.

Marco Marras

Fonte: Oltremedianews

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