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domenica , 23 luglio 2017
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Ikea. Rappresaglia contro i lavoratori dopo le proteste

La svedese Ikea ha appena optato per un “riposizionamento dei volumi” nello stabilimento di Piacenza. Si tratta della perdita di oltre 107 posti di lavoro a seguito delle proteste che hanno portato a scontri anche duri con la polizia. 

La direzione Ikea preso una decisione che non mancherà di creare dibattito e polemiche. La casa svedese ha infatti optato per un “riposizionamento dei volumi” nello stabilimento di Piacenza a partire da domani. Si tratta della perdita di oltre 107 posti di lavoro a seguito delle proteste per i blocchi degli ultimi giorni che hanno causato diversi disordini con scontri tra manifestanti e poliziotti.  Lo ha comunicato il consorzio Cgs, fornitore di servizi a cui fanno capo le cooperative Cristall, Euroservizi e San Martino. L’Ansa ha riferito che la merce che viene portata al magazzino di Piacenza per essere smistata negli altri centri verrà portata altrove. “E’ una comunicazione che noi e tutte le persone responsabili temevamo e che inevitabilmente si è concretizzata. Ikea, come si sarebbe comportata qualunque altra azienda in queste condizioni, ha preso atto di una situazione che evidentemente non è più nè sopportabile nè accettabile“, afferma Francesco Milza a nome del Consorzio. ”La conseguenza diretta e immediata  è che 107 lavoratori, soci e dipendenti, saranno costretti a rinunciare al proprio posto di lavoro perchè questo posto di lavoro non c’è più“. Da circa tre settimane i facchini del consorzio Cgs, in gran parte stranieri, che aderiscono ai Cobas hanno avviato una protesta incentrata sulle condizioni salariali e su presunte discriminazioni in ambito sindacale. Oggi pomeriggio è in programma una manifestazione nel centro di Piacenza.

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