Il 15 ottobre 1987 moriva Thomas Shankara, il Rivoluzionario africanoTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Il 15 ottobre 1987 moriva Thomas Shankara, il Rivoluzionario africano

Il 15 ottobre 1987 moriva Thomas Shankara, il Rivoluzionario africano

Il 15 ottobre 1987 Thomas Shankara venne ucciso nel corso di un golpe in Burkina Faso assieme ad altri dodici ufficiali. Il colpo di stato era stato organizzato da Francia e Stati Uniti e pose fine al suo progetto rivoluzionario di liberazione dalla povertà.

“Per l’imperialismo è più importante dominarci culturalmente che militarmente. La dominazione culturale è la più flessibile, la più efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalità”. Queste parole di un acume straordinario sono state pronunciate da Thomas Shankara, rivoluzionario, marxista, leader politico carismatico il cui ricordo rimane ancora prepotente in Africa, e non solo. Primo presidente nella storia del Burkina Faso, Shankara si impegnò in modo assiduo nel portare avanti riforme radicali contro la povertà. Soprannominato il “Che Guevara” africano, Shankara avrebbe poi condiviso con il rivoluzionario argentino anche la morte, entrambi infatti sono stati beceramente assassinati da chi era troppo spaventato dal loro genio. Thomas Shankara nacque in una famiglia cattolica nel 1949 e da giovane fu incoraggiato dai genitori ad avvicinarsi alla Chiesa. Il giovane Thomas però fu affascinato dalle teorie marxiste e e al posto che prendere i voti decise di iniziare la carriera militare a 19 anni, nel 1966, quando venne formato come ufficiale dell’esercito in Madagascar.Da giovane divenne molto popolare a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso, anche grazie all’attività di chitarrista in un gruppo musicale. Durante la presidenza del colonnello Saye Zerbo, formò insieme ad altri giovani ufficiali un’organizzazione segreta chiamata Regroupement des Officiers Communistes (ROC), cioè Gruppo degli Ufficiali Comunisti. Sankara divenne Segretario di Stato nel 1981. Il 21 aprile 1982 – in opposizione alla deriva anti-labour del regime – rassegnò le dimissioni.

Dopo un colpo di stato nel novembre 1982, che portò al potere Jean-Baptiste Ouedraogo, Sankara divenne Primo Ministro. Inutile dire che la sua elezione suscitò odio e risentimento nell’Occidente, e infatti Shankara venne ben presto destituito e messo agli arresti domiciliari quando ci fu la visita del presidente francese Mitterrand. L’arresto di Sankara e di altri suoi compagni causò una rivolta popolare, che sfociò in una vera e propria rivoluzione guidata da egli stesso nel 1983 e divenne presidente dell’Alto Volta, il cui nome fu cambiato in Burkina Faso. Shankara era un personaggio scomodo, infatti si preponeva di ottenere la cancellazione del debito internazionale, una cancellazione che sarebbe diventata ottenibile solo se richiesta all’unisono da tutte le nazioni africane assieme. Questo suo progetto si arenò per colpa delle pressioni dell’Occidente, ma Shankara riuscì comunque nella titanica impresa di dare da bere e mangiare a tutti gli abitanti del Burkina Faso. Il 15 ottobre 1987, Thomas Shankara venne assassinato nel corso di un golpe finanziato da Usa e Francia assieme ad altri dodici ufficiali che mise al potere al suo posto l’attuale presidente Blaise Compaorè. I compagni uccisi con lui erano: Noufou Sawadogo, Amadé Sawadogo, Abdoulaye Guem, Der Somda, Wallilaye Ouédraogo, Emmanuel Bationo, Paténema Soré, Frédéric Kiemdé, Bonaventure Compaoré, Paulin Bamouni, Christophe Saba, Sibiri Zagré.

Rivoluzionario, Shankara si era ispirato agli esempi di Cuba e Ghana e classificò la rivoluzione da lui portata avanti come “Rivoluzione Democratica e Popolare”. Lottò contro la corruzione, promosse la riforestazione, l’accesso all’acqua potabile per tutti, e fece dell’educazione e della salute le priorità del suo governo.In uno storico discorso tenuto ad Addis Abeba in Etiopia, Sankara suggerì l’istituzione di un nuovo fronte economico africano che si potesse contrapporre a quello europeo e statunitense. Soppresse molti dei privilegi detenuti sia dai capi tribali, sia dai politici, e attraverso dichiarazioni e gesti molto chiari, applicò con grande coerenza le sue idee. Il suo governo incluse molte donne nel potere e lottò senza quartiere contro pratiche odiose come la poligamia e l’infibulazione. Shankara promosse l’uso dei contraccettivi combattendo l’Aids e fece costruire diversi centri sanitari in tutti i villaggi creando un Ministero dell’Acqua che avrebbe trovato risorse idriche per tutti.Costruì anche la ferrovia del Sahel,una linea che collega Ouagadougou al confine con il Niger, nonostante molti economisti non lo ritenessero un progetto redditizio. Tale opera, successivamente ampliata, costituisce tuttora la principale via di comunicazione del Paese. Infine, per quanto riguarda la politica estera, il 4 ottobre 1984 all’ONU chiese la sospensione di Israele e l’espulsione del Sud Africa dell’apartheid dalle Nazioni Unite. Personaggio scomodo, dal carisma straordinario, amatissimo e imitato, uno come Shankara doveva essere assassinato, e così fu. Come Patrick Lumumba prima di lui la Cia organizzò un colpo di stato per eliminarlo per sempre. Ma il suo ricordo sopravvive.

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