Il Brasile e i mondiali dell'indignazione selettivaTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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Il Brasile e i mondiali dell’indignazione selettiva

Il Brasile e i mondiali dell’indignazione selettiva

In Brasile si svolgono i Mondiali di calcio ma facendo un giro veloce nei social Network si legge come in molti abbiano deciso di boicottarli sulla base delle notizie trovate sul Web. Stranamente non accadde nel caso delle Olimpiadi di Londra. Si tratta della solita indignazione selettiva che viene utilizzata per condizionare i giudizi delle masse.

Da quando si è entrati nell’era della globalizzazione è difficile se non impossibile che le notizie non facciano il giro del mondo. Persone dislocate agli antipodi del mondo possono ormai ricevere la stessa notizia nello stesso momento, magari maturando lo stesso identico giudizio. Miracoli del web, una risorsa straordinaria per la crescita dell’umanità, ma anche un grande pericolo se queste notizie vengono diffuse non tanto per amore dell’informazione ma per suscitare una indignazione selettiva su determinati argomenti e non su altri. Prendete ad esempio la moda recente di sollevare scandali in parallelo alle competizioni sportive che si svolgono in paesi che, per motivi differenti, sono considerati ostili o comunque non allineati all’Occidente. Fare degli esempi è sin troppo facile, basti pensare all’Ucraina degli ultimi Europei con lo scandalo dell’olocausto dei cani, oppure le Olimpiadi di Sochi in Russia, avvenute proprio nel mezzo della crisi ucraina, quando i leaders principali dell’Occidente hanno boicottato le Olimpiadi in quanto Putin violava i diritti umani a Mosca. L’ultimo paese vittima di questa indignazione a senso unico programmata dai media è il Brasile di Dilma Rousseff, paese ricco di contraddizioni da sempre ma che, stranamente, fin quando era governato da governi di destra o filoamericani, veniva presentato come un paese simpatico e felice. Oggi che il Brasile si propone come potenza mondiale dopo dieci anni di governo di sinistra con Lula e Rousseff, avendo investito miliardi e miliardi nella lotta alla povertà e nei servizi sociali, ecco che il mondo scopre ad un tratto tutte le sue contraddizioni che vengono ovviamente addebitate tutte al governo della Rousseff, come se il Brasile fosse dopotutto un paese ricco e privo di criticità e drammi sociali, come se fosse il governo di Brasilia il responsabile per decenni e decenni di povertà, golpi militari, favelas e degrado. Semmai Lula e la Rousseff hanno cominciato a cambiare il Paese, hanno cominciato a togliere milioni di brasiliani dalla povertà totale, stringendo legami con l’America Latina per imboccare una via di sviluppo autonoma in grado di tenere lontani gli appetiti a stelle e strisce. Ed è inevitabile che un paese importante come il Brasile conti eccome nello scacchiere globale, motivo per cui sta probabilmente pagando il fatto di essere alleato di Maduro in Venezuela e dei Castro a Cuba, e di essere sostanzialmente contrario all’imperialismo dell’Occidente. Stranamente quando ci sono state le Olimpiadi estive di Londra, in Inghilterra, nessuno sul web ha proposto boicottaggi della Union Jack, eppure i britannici ben più del Brasile possono essere accusati di aver inventato il colonialismo, di continuare a foraggiare l’imperialismo e l’interventismo occidentale ovunque nel mondo. Stranamente nessuno allora cominciò sul web una campagna di boicottaggio nei confronti del Regno Unito, ed è solo un esempio per mostrare come le campagne contro questo o quel paese non siano in realtà basate su dati oggettivi ma su dati politici. Stranamente nessuno, nonostante Londra sia un Paese che ha come eroe assoluta la Thatcher, ex premier che riteneva Nelson Mandela un “terrorista”. Stranamente nei mondiali di Corea del Sud del 2002 non ci fu nessuna campagna contro Seoul, e dire che in Corea del Sud ce ne sarebbe da dire sulle violazioni dei diritti umani e sulle condizioni di lavoro, eppure nessuno ebbe nulla da eccepire . Insomma si è indulgenti nei confronti di alcuni Paesi e si è inflessibili nei confronti di altri

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/lordkhan/170279288/”>LordKhan</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

Gracchus babeuf

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Un commento

  1. chi propone di boicottare i mondiali farebbe bene a leggersi quest’articolo e riflettere: http://www.repubblica.it/economia/2014/06/19/news/poveri_londra_twitter_tesoro-89418820/

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