Il calcio nell'integrazione degli italiani in Belgio/1Tribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Il calcio nell’integrazione degli italiani in Belgio/1

Il calcio nell’integrazione degli italiani in Belgio/1

Una parentesi importante, ma spesso dimenticata, della storia dell’immigrazione italiana in Belgio è rappresentata dal calcio.
Il calcio, per chi lo segue, non è solo uno sport, uno spettacolo, un gioco. E’, soprattutto, passione e attaccamento verso un’entità alla quale sentiamo di appartenere in qualche modo.

Ogni squadra ha una storia che si lega alle vicende del proprio territorio, ai suoi valori e alle sue tradizioni.
Nel nostro caso, quando si lascia il proprio Paese, si mantiene comunque il legame con le proprie radici e la fede calcistica diventa uno dei ponti che ci tengono in contatto con le nostre origini.

Un modo pratico per socializzare con la gente è cercare interessi comuni e il calcio, qui in Belgio, è molto seguito. Uno sport che diviene il punto di contatto tra l’immigrazione (che, in generale, è vista come un corpo estraneo, non solo in Italia…) e la popolazione locale.

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Lo scambio dei rispettivi bagagli culturali è ciò che favorisce il processo di integrazione tra i “nativi” e i “barbari invasori”. Allo stesso modo, lo scambio dei rispettivi bagagli “calcistici” crea un legame importante tra culture differenti. Suscita uno scambio d’interesse, di esperienze, di storie, crea empatia e spesso genera una simpatia reciproca.

Poi, se sei un appassionato del pallone non riesci a stare lontano dal verde del campo di gioco. Alla televisione non è lo stesso, allora perchè non andare a vedere una partita di campionato belga? Com’è come esperienza? Stupenda, allora ci si torna!
Ecco fatto, questo è il il passaggio che porta gli italiani a popolare gli stadi e le curve del Belgio.

Giocatori e tifosi insieme dopo la partita.

Giocatori e tifosi insieme dopo la partita.

Prima solo belgi e italiani, poi con il susseguirsi delle generazioni: belgi, italiani, belgo-italiani e belgi col cognome italiano. Gli stadi di Liegi, Gent, Anversa, ma anche quelli comuni dell’area metropolitana di Bruxelles come Anderlecht, St.Gilles, Molenbeek, sono frequentati da questo affascinante mix generazionale.

Piccola digressione, una curiosità legata a questo fenomeno: conosco solo 2 casi in cui tifosi italiani di squadre diverse, anche “rivali”, si trovino fianco a fianco a guardare una partita, senza scambiarsi attimi di “romanticismo ultras”: il 1° è quello che stiamo prendendo in esame e il 2° è quando gioca la nazionale italiana.

Per quella che è la mia esperienza personale e per quel che vale, posso confermare che anche per me è stato così.
Sono un tifoso di calcio, frequento lo stadio della mia squadra da oltre vent’anni, sono in Belgio da quasi tre anni e collaboro con il club bruxellese di tifosi della mia squadra. A Bruxelles, i tifosi delle principali squadre di calcio italiane sono organizzati in club. Al pub guardano la partita insieme, fanno attività sportiva e, spesso, escono insieme in contesti diversi dal calcio. Fanno gruppo.

Il saluto della squadra a fine gara.

Il saluto della squadra a fine gara.

 

Alcuni, me compreso, vanno a vedere partite di squadre belga.
Io, quando riesco, vado a vedere la Royale Union St. Gilloise, una squadra del campionato di seconda divisione belga.
Avevo già sentito parlare di questa squadra da italiani che erano già andati a vederla, ma la prima volta che ci sono andato è stato un amico del mio club, con i due Righeira (tifosi sfegatati dell’Union), e il portiere della squadra di calcetto del mio amico.

Cinque persone totalmente differenti, con vite differenti. Tifosi di tre squadre italiane diverse.
Col tempo, abbiamo legato con i tifosi locali e con l’ambiente di quello stadio. Ci siamo affezionati a loro e la partita diventa anche l’occasione per coltivare e approfondire amicizie.

Certo, il calcio non è il solo e unico modo per integrarsi in un Paese nuovo. Ci mancherebbe! Ma è un veicolo potente di integrazione. Il tifo per una squadra ha una caratteristica intrinseca che favorisce l’aggregazione tra le persone: azzera le differenze sociali. Infatti, sotto la sciarpa e i colori di una qualunque squadra un architetto e un operaio, un immigrato e un avvocato sono la stessa identica cosa, cantano insieme le stesse canzoni e bevono la stessa birra!

Andrea Stratta

Fotografie: Andrea & Luca

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