Il calcio popolare vince ancora. Questa volta a TarantoTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Il calcio popolare vince ancora. Questa volta a Taranto

L’Ardita Due Mari Taranto, realtà di calcio popolare, dice no a Studio 100. La città e l’etica prima di ogni altra cosa. 

Fonte: Oltremedianews

Siamo stati a Taranto a conoscere da vicino l’Ardita Due Mari, squadra di calcio popolare tarantina nata nel dicembre dello scorso anno.Molti neanche sanno cos’è il calcio popolare oppure pensano che il calcio in Italia sia di per sè uno sport popolare; forse lo era o è nato come sport popolare, ma per le vere realtà di calcio popolare che stanno imperversando l’Italia da nord a sud, il calcio, quello mainstream, non può essere più ritenuto uno sport popolare. Il calcio popolare è un tramite attraverso il quale si agisce nel proprio quartiere o nella propria città per fini nobili: socialità, aggregazione, antirazzismo, solidarietà e attenzione del territorio. Questi i principi ala base del calcio popolare.

Il caro biglietti, la repressione e campagna pubblicitarie che spingono i tifosi a sostenere la propria squadra rimanendo comodamente seduti sul divano di casa senza disturbare la quiete di chi ormai è poco interessato a quanti spettatori ci siano la domenica, il vero business è la pay tv,  hanno reso il calcio uno sport aristocratico.

L’Ardita Due Mari, così come tante altre realtà, non ci sta e lo ha rimarcato a grandi lettere alla prima occasione utile: “Come già accordato nelle precedenti riunioni tecniche tra lo staff del Torneo dell’Amicizia UISP e l’emittente televisiva locale Studio 100, il suddetto campionato amatoriale sarà inserito nell’ambito di una trasmissione sportiva nella quale le squadre stesse forniranno video e telecronaca delle proprie partite. Alla presenza dell’editore di Studio 100 Gaspare Cardamone, l’Ardita due Mari ha nettamente rifiutato l’offerta, rimandando al mittente le belle parole sull’integrazione sportiva, l’opportunità di “sfondare” nel mondo del calcio e del giornalismo e l’opportunità degli sponsor di aumentare la loro visibilità. Parole vuote, di circostanza, che nascondono dietro un mondo che conosciamo benissimo. Se da una parte c’è una città che si accontenta del suo quarto d’ora di gloria mentre calcia un rigore in diretta, dall’altra ce n’è una che non ha dimenticato la complicità dei media nel nascondere l’operato squallido dell’azienda chiamata ILVA.”

Molti ragazzi non vedono l’ora di vedere le proprie gesta in una tv locale, i ragazzi e le ragazze dell’Ardita hanno espresso il loro pensiero contrapponendo al momento di trionfo televisivo la città. Taranto e il bene dei tarantini prima di ogni cosa, questo il messaggio che trasuda dalle righe del comunicato della squadra tarantina.

“Sono fresche nella nostra memoria le carte che compongono l’ordinanza di “Ambiente Svenduto“, carte che attestano, tramite intercettazioni telefoniche, la connivenza di gran parte delle emittenti televisive e delle testate giornalistiche nell’affare ILVA. Lungi da noi sostituire avvocati e magistrati coinvolti nel processo; non è compito nostro stabilire le responsabilità giuridiche, ma certamente possiamo evidenziare quelle morali. E chiunque si sia svenduto a favore della fabbrica di morte, chiunque abbia taciuto mentre morivano a migliaia i nostri concittadini, chiunque abbia intrattenuto legami più o meno limpidi con gli assassini in giacca e cravatta, è nostro nemico.
Invitiamo tutti i responsabili delle altre squadre UISP, se hanno a cuore la propria città, a rivalutare l’offerta proposta da Studio 100, perchè non sarà un servizio televisivo a indorare la pillola che mandiamo giù da anni. E’ il momento di rompere il silenzio di chi è complice e avere il coraggio di informare realmente la popolazione.”

Nel comunicato vengono inserite alcune intercettazioni:

Archinà (ILVA): “Infatti, solo di questo avevo detto. Punto e basta. Perchè gli altri, se vogliono i soldi, devono darci gli spazi , che invece di fare i redazionali, come mandiamo noi, cioè, quindi che cacchio vogliono ?”

Cattaneo (ILVA:  “Si ma il fatto è che siccome questi spot costano , poi dobbiamo mandarli in onda eh !”

Archinà (ILVA)“Si, dottore lo so…”

Cattaneo (ILVA:  “Costano 120.000 euro andiamo a spendere, perchè sono fatti bene, sono fatti con una logica …”

Archinà (ILVA): “No, no, dottore , il discorso che dico io, contrattualmente ci spettano degli spazi. Contrattualmente. Parlo di Studio100. Per cui su questo, se vogliamo, se vuole, io la prossima settimana oppure anche , perchè oggi e domani non ci sta lui che stà a Milano, a ritirare un premio, non so , gliene parlo, gli vado a parlare . Cosa…?”

Rumori di sottofondo (è la voce di Emilio Riva che parla) 

Archinà (ILVA): “Si, esatto. Glielo vado a dire in maniera spiccicata”

Cattaneo (ILVA:  “Diciamoglielo, guardi caro signore, che noi stiamo andando, non stiamo facendo per finta . ILVA sta spendendo dei soldi per fare gli spot, non è uno scherzo!”

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Archinà (ILVA): “Avvocato se io per bruciare questo Russo, se io la facessi chiamare  dal direttore di Taranto Sera, che è poi quello che trascina le notizie per il giorno dopo

Avv. Perli  (legale ILVA: “Eh” 

Archinà (ILVA): “Ritiene opportuno che gli spiega lei, magari senza interviste glielo spiega “

Avv. Perli  (legale ILVA: “Si, ma io non farei interviste eh ! “

Archinà (ILVA): “Non interviste. No ! No !  Gli dà notizie…in modo che lo scrive lui”

Avv. Perli  (legale ILVA: “Come si chiama questo ? “

Archinà (ILVA): “Michele Mascellaro. La faccio chiamare io”

Avv. Perli  (legale ILVA: “Ma è…c’è da fidarsi ? “

Archinà (ILVA): “E’ nostro ! E’ nostro ! E’ nostro ! Si….”

Avv. Perli  (legale ILVA: “Mhhhh”

Archinà (ILVA): “E’ nostro per intero !

Avv. Perli  (legale ILVA: “Ok”

Archinà (ILVA): “E’ quello…è quello che ha fatto scoppiare la questione Berillio !

Avv. Perli  (legale ILVA: “Ah…Ok. Va bene “

Archinà (ILVA): “Le do il suo numero perchè così lui riporta la notizia, così con il tono che vogliamo noi.…”

Avv. Perli  (legale ILVA: “Certo”

Archinà (ILVA): “In modo che Russo domani se vuole tenere la conferenza stampa deve stare attento”

Un ragionamento, quello dell’Ardita, che ha dato i suoi frutti, un’altra squadra partecipante al campionato Uisp sta mettendo in discussione la proposta fatta da Studio 100. Non si può continuare a fare calcio rimanendo meri spettatori di un impero, quello della FIGC.

Ecco cos’è il calcio popolare. A quanto pare è necessario e giusto aggiungere  accanto alla parola calcio il termine“popolare”.

   Nicola Gesualdo

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