Il corteo per la casa infiamma RomaTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Il corteo per la casa infiamma Roma

 Giorno caldo a Roma con i movimenti per la casa che si sono dati appuntamento in piazza in concomitanza con la Conferenza Unificata straordinaria con l’Anci concordata con il governo per varare un nuovo decreto sulle politiche abitative. Il tutto si è concluso con pesanti scontri con le forze dell’ordine in via del Tritone. 

Giornata di scontri a Roma dove nel centro della Capitale si sono dati appuntamento i movimenti per la casa. L’occasione è stata scelta non a caso dal momento che si teneva la Conferenza Unificata straordinaria con l’Anci convocata dal governo con l’obiettivo di definire un decreto sulle politiche abitative a livello nazionale. Molta l’esasperazione di cittadini ormai estenuati che vivono sulla propria pelle, ogni giorno, il disagio abitativo. Più avnti nel corso della giornata si sono verificati anche pesanti scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine, con cassonetti rovesciati e un blindato che è stato letteralmente assaltato in via del Tritone. La polizia ha reagito lanciando lacrimogeni per disperdere i manifestanti, i quali hanno spinto per superare i blindati posti di fronte a via della Stamperia. Alla fine il bilancio della giornata parla di 16 feriti lievi, tra i quali quattro carabinieri e due donne subito trasportate in ospedale perchè intossicate dai lacrimogeni. Le forze dell’ordine hanno fermato otto manifestanti per gli scontri, che poi sono stati rilasciati poco dopo. Dopo gli scontri i manifestanti sono tornati a Montecitorio dove nel frattempo, si dal primo pomeriggio, altri militanti avevano preparato un presidio. 

Dal 1 gennaio 2014 partiranno due fondi operativi per far fronte all’emergenza abitativa. Un primo sarà costituito da 100 milioni di euro, per il supporto del pagamento degli affitti per i non abbienti, l’altro invece verrà dotato di 40 milioni per le cosiddette “morosità incolpevoli“, ha annunciato poco dopo il ministro per Infrastrutture e Trasporti  Maurizio Lupi alla fine della tanto attesa Conferenza Unificata. Si è visto in zona anche il sindaco Marino che ha chiesto al governo di considerare anche l’interruzione degli sfratti per le famiglie che hanno anziani, bambini e disabili. E’ fin troppo chiaro però come queste misure altro non siano che semplici briciole, misure assolutamente insufficienti a risolvere il problema di persone che hanno un disagio reale e non sanno più dove sbattere la testa.Persone che sono sempre più esasperate e dimenticate dalle politica. Centinaia di loro infatti hanno anche cercato di dirigersi nei pressi della colonna Antonina, e nel percorso, lungo via del Tritone, la situazione è uscita fuori controllo quando alcuni manifestanti hanno lanciato petardi e bombe carta verso le forze dell’ordine.

L’assedio è solo cominciato. La violenza la fa chi ci ha messo in queste condizioni. Io guadagno 1080 euro al mese. Non ce la faccio a mandare i figli a scuola. Uno si vede buttato per la strada, come è accaduto a una signora coi suoi tre bambini, e hanno usato sei blindati, diverse macchine e gli agenti in tenuta antisommossa, quella è la violenza, non la nostra. Qui accadono cose che trasformano le persone. Anche quelli che fino a ieri non ci pensavano a scendere in piazza, adesso lo fanno perché non ci sono altre strade“, ha detto Paolo di Vetta, attivista dei Blocchi Precari Metropolitani. Già in mattinata a Montecitorio i manifestanti avevano esposto un cartellone con la scritta “CASA”  tante piccole abitazioni disegnate con i simboli dell’Usb e di Asia. E il 20 novembre i manifestanti si sono dati nuovamente appuntamento per le strade ritenendo assolutamente inaccettabili e insufficienti le promesse del governo. Insomma, la stampa e la politica al posto che indignarsi di fronte alla rabbia di centinaia di persone dovrebbero chiedersi come mai cittadini sono costretti a scendere in piazza e ad alzare i toni per ottenere giustizia e soprattutto per ottenere attenzione per le proprie situazioni disperate.

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