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lunedì , 27 marzo 2017
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Il Dalai Lama non è il benvenuto

L’immagine di Martin Schulz, che accoglie al Parlamento Europeo il Dalai Lama, ci rende una chiara istantanea del livello di ingerenza che l’Unione Europea esercita nei confronti della Repubblica Popolare Cinese.Solo pochi mesi fa le istituzioni dell’Ue si erano duramente opposte al riconoscimento dello status di ‘economia di mercato’ per Pechino.

È una pressione (politica, economica) continua, quella che le istituzioni dell’Unione conducono nei confronti della Cina., esse non si fanno scrupoli nel servirsi di personaggi apertamente reazionari. Il Dalai Lama è uno di questi: non solo per il suo passato (come hanno rivelato gli “investigative reporters della Sueddeutsche Zeitung” è stato per una lunga fase uomo legato alla Cia, che addestrava a finanziava la guerriglia tibetana in funziona anticinese) ma anche per le sue recenti prese di posizione, come quelle contro gli immigrati che giungono in Europa (alla Frankfurter Allgemeine Zeitung a giugno scorso ha dichiarato: «sono diventati troppi. L’Europa e la Germania non possono diventare arabe. La Germania è la Germania») o alla luce dell’incontro – a margine del discorso a Strasburgo – che ha avuto con Borghezio, il cui pedigree politico è fatto da ambienti monarchici ed estrema destra.
Pertanto, non di “maestro spirituale” si tratta, quanto di un leader di un movimento politico che lavora per la disgregazione della Cina.

Il governo del Sudafrica già in passato si è rifiutato di concedere il visto d’ingresso al Dalai Lama e lo stesso Pontefice ha declinato l’invito ad incontrarlo. Non è un caso. Chi oggi lavora per la pace e la cooperazione tra i popoli respinge ogni pretesto di ingerenza. Chi, viceversa, persegue l’obiettivo della “guerra alla Cina” e della militarizzazione delle relazioni internazionali, offre spazio politico e copertura ad iniziative di aperta ingerenza negli affari interni di uno stato sovrano e legittimo.

C’è da augurarsi che in occasione della prossima visita in Italia, ad ottobre, non si assista alla solita avvilente scenetta dei rappresentanti istituzionali pronti a genuflettersi al cospetto di questo politico discusso: il Dalai Lama non è il benvenuto!

Francesco Maringiò

Fonte: Marx21.it

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