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sabato , 25 marzo 2017
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Il ddl anti-corruzione è legge. Ecco tutte le novità.

Dopo mesi di rinvii il ddl anti-corruzione è diventato definitivamente legge della repubblica. Questa mattina c’è stato il voto alla camera. Ecco tutte le novità.

Fonte: http://oltremedia.weebly.com/5/post/2012/10/legge-anticorruzione-da-disegno-a-realt.html


Il ddl anticorruzione è legge. I voti a favore dell’esecutivo ieri sono stati 460 (è la fiducia numero 41 per il governo Monti) e rappresentano un passo decisivo rispetto alle ultime fiducie (come, ad esempio, i 355 voti di assenso per il ddl di delega per la revisione del sistema fiscale). Il risultato di ieri sembra sostenere la linea del segretario del Pdl Angelino Alfano, autore del provvedimento, rispetto a quella sfiducia minacciata da Silvio Berlusconi la scorsa settimana.
E così tra le 20.00 e le 21.00 della giornata di ieri si è arrivati alla conclusione di questa battaglia politica durata ormai quasi un anno (l’inizio del governo Monti) e questa mattina c’è stato il voto finale sul provvedimento.Ma quali saranno le novità di questa legge? Innanzitutto le White list, ovvero elenchi di “fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori” al riparo da qualsiasi sospetto di infiltrazione mafiosa. Le prefetture dovranno curarsi di tenerle preservate. Queste liste sostituiranno le dichiarazioni antimafia che prima le imprese dovevano presentare per legge. Le imprese, inoltre, avranno l’obbligo di comunicare tutte le modifiche del loro assetto societario. La legge inoltre individua anche quali saranno le attività per le quali le liste opereranno, come il trasporto, la fornitura del calcestruzzo e il noleggio. Le white list comunque non saranno subito operative, ma avranno bisogno di un Dpcm da emanare entro 60 giorni dall’emanazione della legge. Per altri 60 giorni quindi resteranno in vigore le vecchie regole.

La legge poi regolerà gli arbitrati, la risoluzione del contratto, la traparenza e le incompatibilità. Per quanto riguarda il primo punto le controversie derivanti dai contratti pubblici potranno essere deferite ad arbitri solo previa autorizzazione motivata da parte dell’organo di governo della singola amministrazione contraente. Queste norme agiscono anche quando non sia coinvolta un’amministrazione pubblica, ma una società a partecipazione pubblica o una società controllata o collegata a una società a partecipazione pubblica. Nel caso di controversie tra due PA, gli arbitri sono individuati tra i dirigenti pubblici.
Per quanto concerne la risoluzione del contratto, vengono inserite una serie di nuove ipotesi come l’associazione mafiosa, il contrabbando, il traffico di rifiuti, lo spaccio di rifiuti e i delitti con finalità di terrorismo. Oltre ai reati pubblici come peculato, concussione e malversazione ai danni dello Stato. Scatteranno poi ulteriori obblighi di trasparenza per le PA, quest’ultime dovranno pubblicare sui loro siti web istituzionali una serie di informazioni relative al bando come l’oggetto, l’elenco degli invitati a presentare offerte e l’aggiudicatario. Entro il 31 gennaio di ogni anno queste informazioni devono essere inserite su tabelle scaricabili, in modo che l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici le pubblicherà sul proprio sito e trasmetterà alla Corte dei conti l’elenco delle amministrazioni inadempienti.

Infine viene stabilita una nuova incompatibilità per i membri delle commissioni giudicatrici. Non ne potranno far parte i condannati, con sentenza passata in giudicato, per delitti contro le PA come peculato, malversazione, corruzione, abuso d’ufficio o interruzione di pubblico servizio.

Benedetto Monteleone
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