Il "dramma" dell' indignazione "selettiva"Tribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Il “dramma” dell’ indignazione “selettiva”

In una società sempre più atomizzata emerge con forza, alla luce di recenti eventi di cronaca, il problema di quella che chiameremo indignazione “selettiva”. In un individualismo sempre più sfrenato si è ormai perso il contatto con la realtà e si cercano unicamente di rivendicare quei diritti che riguardano i singoli individui, non occupandosi più di quelli di classe. 

Un tempo la nostra società era molto ma molto meno individualista. Colpa della globalizzazione dite? Possibile. Così come è indubitabile che l’americanizzazione della società sia ormai in uno stadio molto avanzato. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ormai gli individui sono atomizzati e hanno perso ogni legame sociale e di classe vedendosi come tanti singoli gli uni in competizione con gli altri. E’ come se si sia perso il senso del vivere comune, è come se atomizzando la società persone che in realtà vivono lo stesso disagio vedano gli altri come “competitors” e non come preziosi alleati. In una società di questo tipo dove non esiste più nessuno a rappresentare la classe sociale cosiddetta “proletaria” (eh si esiste ancora, basti pensare alla massa sterminata di disoccupati, sottoccupati, precari, lavoratori in nero, migranti, giovani) a livello politico, e in una società dove al contrario la classe sociale dei più abbienti, come dice il premio Nobel per l’Economia P. Krugman, applicano una guerra di classe “pura”, diventa inevitabile che i legami sociali e di classe siano completamente saltati mentre viceversa quelli tra i più ricchi sono più saldi che mai. Da qui al problema centrale, ovvero che i singoli cittadini occidentali ormai non pensano nemmeno più ai diritti civili come una cosa comune, da ottenere con la lotta di altri interessati a ottenerli, pensano semmai a ottenere i diritti individuali, importantissimi certo, ma che restano lettera morta se la società viene costruita e organizzata su misura della classe prevalente. Così ci si indigna, giustamente, se Barilla dice frasi omofobe, mentre non ci si indigna se milioni di ragazzi sono senza lavoro abbandonati alla depressione e al degrado. Ormai viene percepito come normale perchè è passato il concetto del self made man, di colui che se ha la voglia e la tenacia, ce la fa, nonostante tutto. E’ come se i diritti, lo stato sociale, siano fuori moda, perchè l’uomo moderno occidentale se vale ha, se non vale non ha, e tantovale non aiutarlo, “così magari si sveglia”. Quante volte avete sentito frasi come: “Eh ma se uno vuole lavorare veramente lo fa“, ignorando che magari migliaia di ragazzi sprofondano nella depressione proprio perchè non riescono a trovare alcuna collocazione nella società perchè pervasi dalla frustrazione e dall’isolamento. Ci si indigna così magari per la singola discriminazione, per le violenze sugli animali, per l’ambiente, tutte cose non giuste,  SACROSANTE, ma solo quando si inserisce tale indignazione in un discorso più ampio. Se ci si limita a indignarsi selettivamente e secondo le proprie sensibilità si assiste al “Divide et Impera” di latina memoria; se non si capisce che solo proponendo un sistema alternativo a quello vigente si potranno cambiare anche le singole cose che da esso derivano, si otterrà solo di dividersi ulteriormente.

Gracchus Babeuf

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top