Il dramma di Peppe De Crescenzo a PomiglianoTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Il dramma di Peppe De Crescenzo a Pomigliano

Il dramma di Peppe De Crescenzo a Pomigliano

Non ci piace commentare notizie drammatiche come quelle dei suicidi. Ma questa volta scegliamo di parlarne perchè Peppe De Crescenzo era un operaio della Fiat di Pomigliano e si è tolto la vita impiccandosi dopo essere stato messo al “confino” con altri trecento operai. 

La notizia è di quelle che tolgono le parole dalla bocca. Stiamo parlando della morte, anzi del suicidio, di Peppe De Crescenzo, operaio della Fiat di Pomigliano e militante dello Slai Cobas da ormai sei anni che ha deciso di farla finita impiccandosi ieri nella sua casa di Afragola, in Campania. Una storia drammatica che ci racconta il dramma umano di Peppe, confinato assieme a 300 operai nel reparto della Logistica di Nola, in cassa integrazione e senza futuro, come ha ricordato in una nota il suo sindacato. Lo Slai e il Comitato Mogli dei Cassintegrati ha poi scritto alcune frasi sulla tragedia: Per la disperazione a Pomigliano d’Arco, appena qualche giorno fa stava per suicidarsi, lanciandosi dal tetto insieme ai suoi tre figli, M. D. moglie trentaduenne di un operaio della Fiat di Pomigliano da 7 anni licenziato arbitrariamente dall’azienda ed ancora in attesa della causa rimandata alle ‘calende greche’ dai giudici del Tribunale del lavoro di Nola. La notte dello scorso ottobre un altro operaio della Fiat di Pomigliano in cassa integrazione ha tentato il suicidio gettandosi dal cavalcavia dell’ A16 (autostrada Napoli.Bari) a Marigliano. Gia’ nell’agosto del 2011 C. P. operaio della Fiat di Pomigliano di 44 anni di Scampia, Napoli, tento’ il suicidio tagliandosi le vene dei polsi ed infliggendosi profonde ferite al collo ed all’addome, dopo aver ricevuto la lettera dall’azienda che gli comunicava la permanenza in cassa integrazione per altri due anni”. Insomma quella di Peppe De Crescenzo è solo l’ultima di una triste sequela di tragedie umane, tragedie che finiscono sottotraccia come se non importassero più. Si parla di competitività dei mercati, di crescita economica, di delocalizzazioni, ma non si parla delle ripercussioni reali che queste scelte economiche e politiche hanno sulla vita di persone, ormai assolutamente meno importanti dei profitti e dei bilanci. Anche per questo lo Slai ha voluto ribadire che “la necessita’ di ricostruzione e rilancio della mobilitazione dei lavoratori contro i piani di barbarie industriale della Fiat e dei suoi complici rappresenta oggi non solo la necessaria risposta per la tutela occupazionale ma un forte presidio di tenuta democratica per l’intera societa’. E’ per questo che oggi Peppe vive e lotta ancora insieme agli operai ed insieme a noi, le loro donne“.

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