Il "falco" Kerry detta le priorità: prima la Siria, poi Iran e Corea del NordTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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Il “falco” Kerry detta le priorità: prima la Siria, poi Iran e Corea del Nord

Il “falco” Kerry detta le priorità: prima la Siria, poi Iran e Corea del Nord

John Kerry ha chiaramente avvisato che la Casa Bianca “farà la scelta giusta” anche per avvisare Iran e Corea del Nord. Per noi si tratta di una chiara ammissione che la dice lunga su quali saranno gli obiettivi in politica estera degli Stati Uniti. 

Photo Credit (AFP Photo / Alex Wong)

Non l’ha preso bene Kerry il rinvio dell’attacco alla Siria a dopo la consultazione del Congresso. Sembra quasi un bimbo cui abbiano rotto l’elicottero giocattolo quando annuncia che gli Stati Uniti non possono tollerare l’affronto lanciato al mondo da Bashar al-Assad, paragonato nientemeno che ad Adolf Hitler. Peccato che Kerry non sia stato in grado di produrre nessuna prova fattiva, ripetendo solo come un mantra che gli Stati Uniti sanno che il responsabile è stato l’ormai famigerato “regime” di Assad. Non una parola sui filmati che mostrano ribelli maneggiare scorte di armi chimiche, tanto gli Stati Uniti sostengono che non possono essere stati loro gli autori della strage, anche se gli sarebbe convenuto, e bisogna credere loro sulla parola. Probabile che le parole di Bashar Al-Assad abbiano poi contribuito ad aumentare il nervosismo della Casa Bianca: “le minacce Usa non cambieranno i principi della Siria e non metteranno fine alla sua lotta contro il terrorismo“, e poi ancora, “La Siria sarebbe in grado di affrontare un attacco da parte degli Stati Uniti”.

Il segretario di Stato John Kerry, raggiante, ha fatto sapere che gli Stati Uniti avrebbero trovato la prova schiacciante per inchiodare Assad “I campioni di sangue e capelli raccolti dai primi soccorritori il 21 agosto sono risultati positivi al test del sarin. E’ una novità importantissima”, ha detto. Peccato che o ci è o ci fa dal momento che non è tanto importante dimostrare che il sarin sia stato utilizzato, quando dimostrare che ci sia effettivamente Assad dietro l’uso del gas. Senza dimostrare chi ci sia dietro la strage, quelle di Kerry restano solo parole vuote e prive di senso, così come privo di senso è sostenere che dato che ci sono tre magazzini di armi chimiche in Siria sotto controllo del governo, allora la responsabilità dell’attacco non può che essere di Damasco. Parole vuote quelle di Kerry, parole che suonano come quelle pronunciate dai repubblicani, dieci anni fa, quando si doveva far votare l’attacco all’Iraq. Ma non è finita qui, Kerry ha ammesso molto di più sostenendo che il Congresso “farà la scelta giusta anche per mandare un messaggio importante a Iran e Corea del Nord“. Ecco quindi che Kerry ha tradito se stesso ammettendo quello che peraltro tutti noi già sapevamo perfettamente, dopo Damasco sarà la volta di Teheran e Pyongyang. Ve lo ricordate l’asse del male invocato da Bush Jr?

Gracchus Babeuf

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