Il "Fondamentalismo" ideologico dell'EuropaTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Il “Fondamentalismo” ideologico dell’Europa

L’Europa a tutti i costi è diventata ormai un luogo comune. Esperti, specialisti e politici ci dicono che bisogna fare sacrifici pur di rimanere nell’Eurozona, ma solo se la cosa non ci tocca e riguarda altri come la Grecia, dove il sistema sanitario pubblico è collassato e milioni di famiglie vivono in piena povertà. 

In pochi sanno che in Grecia esistono milioni di cittadini che non riescono nemmeno più a comprarsi medicinali. Diversi ospedali pubblici sono stati costretti a chiudere e molti riescono a ricevere medicinali e assistenza di base solo grazie a cliniche di fortuna allestite da volontari che ricevono in qualche modo finanziamenti da sindacati di farmacisti europei o stranieri. Su PiazzaPulita, la trasmissione di Formigli, ieri sera è stato mandato in onda un servizio davvero interessante sulla situazione ellenica e per una volta le telecamere hanno mostrato senza veli la Grecia reale, quella che ha subito sulla propria carne le manovre di “Austerity” che economisti in giacca e cravatta portano avanti in nome dell’equilibrio finanziario. Forse se queste persone vedessero e toccassero con la propria mano quale è il risultato delle loro politiche si accorgerebbero di quello che hanno fatto, delle persone che hanno fatto soffrire e cui hanno rubato il presente e il futuro.

Tutto questo è avvenuto e avviene perchè molti economisti e addetti ai lavori hanno un approccio meramente tecnico alla questione dei conti. Pensano cioè che non ci sia una diretta relazione tra i tagli della spesa pubblica e la reale condizione di vita dei cittadini. Portano avanti uno schema ideologico, ovvero quella dell’Europa a tutti i costi, del rispetto del deficit e dei conti, ignorando che in realtà per rispettare questi dettami gli Stati stanno tradendo la cosa più importante, ovvero la tutela dei cittadini. E invece questi economisti del momento continuano a suggerire tagli della spesa pubblica, tanto loro in qualche modo potranno comunque permettersi sanità ed educazioni private a differenza di milioni di altri cittadini. E così finalmente si può toccare con mano un altro fondamentalismo, quello dell’ “Eurocrazia”, quello che subordina qualsiasi cosa al rispetto di numeri e dati asettici, quello che mette la “rispettabilità” di un Paese di fronte alla vita dei suoi stessi abitanti.  L’Italia deve pagare il suo debito per non perdere la credibilità, dice qualcuno, ma la credibilità vale di più della dignità? Per questo guarderemo con fiducia alle elezioni di domenica prossima in Grecia dove Alexis Tsipras potrebbe cogliere una clamorosa vittoria. Dopo bisognerà vedere se Tspras avrà effettivamente il coraggio di fare quanto ha dichiarato e quindi di pretendere una ristrutturazione del debito, oppure se si limiterà ad abbassare il capo e andare avanti imponendo ancora altri sacrifici. Una cosa però deve essere chiara: non si parli più degli europeisti a tutti i costi come dei moderati dal momento che chiedono sforzi e sacrifici che costano la vita e la dignità a milioni di persone.

Gb

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