Il futuro della Sinistra: intervista a Stefano RodotàTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Il futuro della Sinistra: intervista a Stefano Rodotà

Ieri la Fiom è scesa in piazza per le vie della Capitale seguita da circa 100.000 persone. Al centro della manifestazione ci sono stati i diritti, la rappresentanza politica, il lavoro e la democrazia, temi troppo spesso relegati a mera facciata piuttosto che ad una realtà concreta e perseguibile. Stefano Rodotà parla a Oltremedianews della necessità della centralità dei diritti e degli orizzonti della nuova sinistra.

Fonte: Oltremedianews

Circa 100.000 persone si sono riversate a Roma per reclamare l’attenzione delle istituzioni, percepite più distanti che mai dalla realtà quotidiana. Ancora una volta è la Fiom l’unica locomotiva trainante delle proteste per i diritti, per il lavoro e per la democrazia, nonché l’unico elemento di canalizzazione delle istanze di milioni di italiani. Nonostante la forte richiesta di una effettiva sovranità popolare diventi sempre più una questione ineluttabile, la nuova squadra di governo ancora non ha preso una posizione su questi temi. Ma oltre alla rivendicazione dei propri diritti, la manifestazione di ieri è stata una prova generale del nuovo polo socialdemocratico che potrebbe unire Rodotà, Vendola Landini. Oltremedianews ne parlato con il costituzionalista in passato vicino al PCI.

È possibile che il tema dei diritti sia messo al centro dell’agenda di governo per il prossimo futuro?

“Dovrebbe esserlo perché i diritti non solo rispettano le singole persone ma tengono insieme un’intera  società. I diritti del lavoro certamente in primo luogo. Ma ci sono tanti altri diritti. Diritti civili che vengono negati, quelli riguardanti il governo della propria persona, quelli della vita: nascere, vivere, morire. I diritti che ci portano a  riconoscere l’altro, che sia immigrato o comunque chiunque riteniamo diverso da noi. E quindi c’è un programma che è indispensabile perché questa è una società all’interno della quale molti nessi si sono spezzati. È necessario dunque che si ritorni su questa strada, senza trascurare le altre ovviamente, soprattutto dopo una stagione in cui è sembrato, e così è stato, che l’unico riferimento fosse la logica di  mercato; e i disastri li vediamo”.

Dov’è il popolo della sinistra? Durante le “Quirinarie” del Movimento 5 Stelle sono emersi gradimenti per molti esponenti della sinistra tradizionale. Dov’è oggi questa sinistra?

“Cerchiamo in questo momento in particolare di non indicare confini e barriere. C’è chi vuole salvaguardare una vecchia identità della sinistra e quindi si chiude in qualche piccolo fortilizio, che serve poco o non serve a  nulla. Non a caso nelle ultime due elezioni due liste di sinistra, nel 2008 la sinistra arcobaleno e questa volta la lista Ingroia, non hanno superato la soglia. Questa è una strada assolutamente perdente e se continuiamo a non renderci conto che la logica della sinistra deve essere quella i dover ritrovare il suo popolo, e non di fare confronti tra stati maggiori, non andiamo molto lontano”.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top