Il Giappone va al riarmoTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Il Giappone va al riarmo

Il governo nipponico ha approvato il più ampio budget militare negli ultimi 70 anni  in palese contraddizione con la natura pacifica della Costituzione giapponese. Un riarmo che di certo non fa pensare a un futuro di pace e armonia in Asia. 

Non arrivano propriamente buone notizie dal Giappone dal momento che il governo di Shinzo Abe ha appena deciso di varare il più grande budget militare degli ultimi settant’anni. Il che in Giappone è ancora più clamoroso dal momento che Tokyo dopo la Seconda Guerra Mondiale il paese nipponico si era dotato di una Costituzione pacifica rinnegando la guerra nel suo complesso. Secondo alcuni analisti questa svolta del Giappone sarebbe stata pensata anche per rinvigorire una economia asfittica. Shinzo Abe ha dato l’ok a un budget militare di 42 miliardi di dollari a partire da aprile. Il budget deve ancora essere approvato dal parlamento nipponico ma si tratta di una formalità dal momento che Abe dispone della maggioranza in entrambe le camere. Si tratta di un aumento del 2% nelle spese militari, il terzo sotto il governo di Abe che, da quando ha preso il potere nel dicembre del 2012, ha posto fine ai tagli nella spesa per la Difesa. Abe ha spiegato che questo aumento nelle spese militari dovrebbe contribuire a ottenere un miglioramento economico, e sulla base con i piani già resi noti nel 2013 il governo di Shinzo Abe panificherebbe di spendere 24,7 trilioni di Yen tra il 2014 e il 2019 in attrezzature militari tra cui veicoli anfibi, droni e anche aerei da guerra e sottomarini. Chiaramente Tokyo intende comprare dagli Stati Uniti, il principale partner internazionale, e nei prossimi anni dovrebbe assicurarsi almeno sei F-35 di quinta generazione e anche cinque Bell Boeing V-22 Osprey. Non solo, il Giappone vorrebbe mettere le mani su una flotta di droni Global Hawk di produzione americana, e dal momento che si tratta di armi offensive chiaramente tutto questo porterà a un maggiore aumento delle tensioni con la Cina e la Nord Corea, ancor più che in Giappone sembra essere di moda una rivalutazione del nazionalismo. Si teme che la disputa con la Cina nel Mar Cinese dell’Est, ad esempio per le Senkaku, possa sfociare in tensioni sempre maggiori. Già in passato Abe aveva cercato di modificare la Costituzione pacifista del Giappone e togliere le restrizioni alle forze armate nazionali, ma aveva fallito nell’ottenere il necessario supporto pubblico. Ora Abe ha cambiato tattica reinterpretando la legge, dicendo che la Costituzione permetterebbe all’esercito nipponico di intervenire in aiuto di un alleato sotto attacco, il che è l’anticamera di un aggiramento totale delle restrizioni previste per legge.

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