Il "Giornale" e il "diritto di rappresaglia"Tribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Il “Giornale” e il “diritto di rappresaglia”

Il “Giornale” e il “diritto di rappresaglia”

“Ora torturano i poliziotti”, questo il titolo scelto da Sallusti per “Il Giornale” riguardo alla condanna dell’Italia per tortura da parte della Corte Europea circa i fatti di Genova del 2001. Nel suo editoriale poi ha chiesto di arrestare i “black block” e ha in qualche modo giustificato l’operato della polizia sulla base delle violenze subite nei tre giorni precedenti. Una sorta di “diritto alla rappresaglia”? 

 

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Questo il titolo, imbarazzante, scelto da Sallusti per commentare la notizia del giorno, ovvero che la Corte Europea ha sanzionato l’Italia per tortura circa i fatti della Diaz a Genova nel luglio del 2001. “L’Italia condannata per l’irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Ma tutti dimenticano che per tre giorni le vittime degli scontri furono le forze dell’ordine”, recita il sottotitolo. Dunque in modo chiaro e privo di fraintendimenti Sallusti sostiene che per il fatto che alcuni violenti abbiano attaccato le forze dell’ordine nei giorni precedenti gli agenti di sicurezza fecero in qualche misura il loro lavoro nell’irruzione e nella macelleria messicana della Diaz. Una sorta di “diritto alla rappresaglia” che, è bene ricordarlo, non è tollerato nemmeno in tempi di guerra! Ma Sallusti non si perde d’animo e ha persino provato ad argomentare: “E vero che lo Stato deve comportarsi sempre e comunque a norma di legge, ma è anche vero che in quelle ore a Genova era in corsa una vera e propria guerra contro lo Stato e contro la comunità internazionale che l’Italia stava ospitando”. Dunque Sallusti fa capire in modo abbastanza chiaro di parteggiare senza se e senza ma con le forze dell’ordine che, dopo aver subito assalti per tre giorni, a suo dire avevano tutto il diritto di “reagire”, anche se questa reazione si è configurata come una vera e propria rappresaglia gratuita dal momento che nella scuola Diaz si trovavano persone a caso, compresi giornalisti e anziani. “Lo lo dico chiaro: non mi vergogno della polizia e dei carabinieri che operarono a Genova per difendere lo Stato di diritto dalla furia di criminali comuni, loro sì, torturatori impuniti delle nostre città e delle nostre libertà. Prima di bollare come indegne le forze dell’ordine italiane, la Corte di Strasburgo dovrebbe dichiarare fuorilegge le bande paraterroristiche di black bloc, e i loro cugini no global (pacifisti a senso unico), viste in azione a Genova, Roma, in Val Susa e più di recente sulle linee dell’alta velocità ferroviaria“, ha aggiunto Sallusti buttando altro veleno, mettendo tutti nello stesso brodo in modo inaccettabile. Sallusti forse ignora che chi commette atti terroristici è già ampiamente sanzionato e sanzionabile dalle leggi italiane mentre appare del tutto vergognoso che chi le leggi dovrebbe farle applicare si abbandoni a rappresaglie contro persone che non centrano nulla o sono accusate di essere vicine o simpatizzanti dei “panterroristi”. E il direttore de “Il Giornale” è ovviamente anche contrario all’introduzione del reato di tortura: “Semmai lo Stato ci tortura lasciando mano libera ai magistrati (vedila carcerazione preventiva per estorcere confessioni), abbandonandoci in balia della sua burocrazia, aizzando contro di noi il mostro fiscale ingiusto e ricattatore. Tutte caste intoccabili a prescindere dai reati che commettono. Reati che sono molto più pericolosi e frequenti di quelli delle forze dell’ordine“. Insomma parole cariche di veleno di chi, a distanza di ormai 14 anni, non riesce ad ammettere l’evidenza anche quando viene evidenziata dall’Europa e non dagli odiati “comunisti”. Del resto in pochi si saranno sorpresi leggendo queste parole “mirabili” da parte di Sallusti visto e considerato che non è certo la prima volta che esterna in modo quantomeno discutibile la propria visione della realtà.

Gb

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