Il giorno della "memoria" degli smemoratiTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Il giorno della “memoria” degli smemorati

Il giorno della “memoria” degli smemorati

Ci siamo, tutto il mondo si ferma per “Il Giorno della memoria” ma mai come oggi proprio il ricordo dell’inferno dell’Olocausto e dei crimini del nazifascismo è offuscato e distorto. La Polonia non ha invitato Vladimir Putin alla cerimonia per commemorare l’Olocausto ad Auschwitz, il presidente di quello stesso paese, la Russia (Urss) che nel 1945 pose fine all’abominio del nazifascismo anche simbolicamente aprendo i cancelli del lager. 

Mai come in queste ore opinionisti e blogger hanno invaso il web con malloppazzi retorici sul significato del Giorno della Memoria. Tutti scrivono di voler ricordare, tutti scrivono di non voler mai più permettere che accada, e tutto questo è fantastico, peccato che ci sembra che mai come ora questa memoria sia stata distorta in modo pericoloso. E’ davvero paradossale che in Polonia si sia tenuta come di consueto la cerimonia per commemorare l’abominio dell’Olocausto in quel di Aushwitz e come a questa cerimonia non abbia preso parte il rappresentante della nazione che, materialmente, aprì i cancelli del lager il 27 gennaio del 1945. Nonostante in molti cerchino di dimenticarlo, magari proponendo la versione data da Benigni con “La Vita è Bella”, Aushwitz, così molti altri lager, è stato liberato dai soldati dell’Armata Rossa. Inoltre in molti cercano di dimenticare e di far dimenticare che nella Seconda Guerra Mondiale e nel sistema dei lager nazifascisti trovarono la morte anche milioni di russi e di altre nazionalità, basti pensare che solo l’Urss subì qualcosa come venti milioni e forse più di vittime civili, vittime dimenticate che nessuno vuole ricordare perchè ricordarle vorrebbe significare ammettere di aver distorto scientemente la storia. E fa ancora più specie che Varsavia non abbia invitato Vladimir Putin adducendo come scusa il voler protestare con la Russia in merito alla questione dell’Ucraina dal momento che a Kiev bande di neonazisti con tanto di svastiche in bella vista dirigono battaglioni punitivi che si sono resi responsabili di violazioni di diritti umani nei confronti della popolazione civile del Donbass. Non solo, sempre a Varsavia il ministro degli Esteri Grzegorz Schetyna ha riscritto la storia sostenendo che i cancelli di Aushwitz vennero aperti non dall’Armata Rossa ma da non meglio specificati “ucraini”. Insomma mai come oggi sarebbe necessario davvero celebrare un “Giorno della Memoria” che sia soprattutto anche un giorno di riscoperta della storia perchè non può esserci nessuna memoria piegando la narrazione storica al proprio volere politico. Inoltre strumentalizzare in questo modo un evento importante come la celebrazione del Settantesimo dell’Olocausto sembra da parte di Varsavia una mossa volta a provocare e a scavare un solco con Mosca, non certo a voler tendere la mano per porre fine alle pulsioni belliciste e xenofobe che fermentano nel ventre dell’Europa. E magari riscoprendo la storia, quella vera, si scoprirebbe che l’Europa aveva ben più di qualche responsabilità nell’aver tollerato l’abominio nazifascista, e soprattutto che a distanza di anni esiste ancora chi è disposto a mobilitarsi sotto quegli stessi simboli che con la Seconda Guerra Mondiale seminarono milioni di morti in tutto il mondo.

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