Il governo fa schifo, ma di unire la sinistra non se ne parlaTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Il governo fa schifo, ma di unire la sinistra non se ne parla

Le ultime scelte del governo dimostrano che le possibilità di cambiare ci sono. Non farlo è una scelta politica. Nel frattempo il Pd apre la stagione congressuale: le possibilità di unire la “sinistra” in un solo contenitore sembrano ridotte al lumicino. Eppure…

Fonte: http://www.fanpage.it/il-governo-fa-schifo-ma-di-unire-la-sinistra-non-se-ne-parla/#ixzz2Xd040soo

http://www.fanpage.it

La  settimana appena trascorsa ci ha regalato numerosi spunti, messi uno in fila all’altro, per azzardare una semplice valutazione che per molti versi  è tautologica. Questo governo fa schifo. Fa schifo perché nella giornata di mercoledì ha dimostrato tre cose semplici semplici: che in Italia non vale la pena studiare (come giustamente faceva notare Ciro Pellegrino su queste pagine), che Letta nel rinvio è più forte di Buffon (pare uno studentello alle prese con lo studio per gli esami, quando non si comincia mai e si posticipa sempre),  e che (soprattutto) qualche soldo per cambiare le cose ci sarebbe.

Manca la volontà, dunque. Soprattutto quella. La conferma dell’acquisto degli F-35, unita alla totale assenza di politiche per il contrasto a mafie e corruzione, o a una caccia seria agli evasori, consegnano la cifra delle intenzioni politiche di questo governo. Il Pdl è nell’esecutivo, penserete voi, e naturalmente si oppone ad alcuni provvedimenti. Vero. Ma è la sinistra che ne appoggia le scelte, esprime il primo ministro, insomma si fa garante dell’indirizzo politico. Non è solo complice, ma mandante.

E qui veniamo all’altra cattiva notizia. Di unire la sinistra non se ne parla. Già, direte voi? Quale sinistra? Siamo talmente abituati a pensare per sigle che ci vengono in mente Rifondazione, Ingroia, a qualcuno Di Pietro, poi Sel, i cespugli comunisti, i Verdi, parte del Pd. E’ evidente che unire questa sinistra è una missione impossibile. E se invece cominciassimo a pensare alla sinistra di Mario, studente di Bari, di Michela, precaria della scuola a Catania, di Sara, di Marco, di Luigi? E perché no, alla sinistra di me che scrivo o di voi che state leggendo.

Eppure qualcosa sembrava muoversi dopo la barbara uccisione di Prodi in Parlamento. La reazione di Vendola, i distinguo di Barca e Civati, i segnali lanciati da Landini, il sigillo posto da Rodotà. Ma a distanza di appena due mesi tutto appare rientrato. Nel Pd si sta aprendo la stagione congressuale, Civati sfiderà (forse) Renzi, poi c’è Cuperlo, Epifani chissà. Tutto all’interno del partito che sta votando l’invotabile da più di un anno.

E Vendola? E’ tornato sui suoi passi. Comunicazione interna efficace, opposizione leale, ma la realtà è che il famoso rimescolamento col Pd è ancora la prospettiva preferita dal leader di Sel. Ecco perché il buon Renzi da “male assoluto” è diventato “una risorsa fondamentale del centrosinistra”. Intendiamoci, la posizione del governatore pugliese sembra la migliore se la si guarda in un’ottica di Real Politik. Continuare a fare la sinistra di un centrosinistra, infatti, garantisce lunga vita alle giunte locali, cioè posti da assegnare, poltrone, assessorati, tessere. E proseguire con una corrente dentro i democratici significherebbe concludere il percorso tracciato a Chianciano.

Eppure, eppure a Messina vince l’uomo del “No Ponte”. Eppure il popolo dei referendum due anni fa bloccava la privatizzazione dell’acqua. Eppure in Val Susa la resistenza dura da vent’anni, eppure a Niscemi la lotta al Muos non si arresta. Dissento radicalmente da ciò che dice Renzi, che “per vincere bisogna prendere i voti del centrodestra”. Forse basterebbe una sinistra che si preoccupa di riprendersi i suoi voti, molti dei quali drenati da Grillo.

Ma per quello servono due elementi che le mancano da troppo tempo: il coraggio abbinato ad un progetto. Molto meglio l’uovo oggi che la gallina domani, dunque. Specialmente se la gallina magari non arriva domani, ma fra qualche giorno. Perché i nostri politicanti hanno fame ora. E  pure tanta.

 Lorenzo Mauro
Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top