Il governo greco chiude la TV pubblica. Critiche dall’opposizioneTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Il governo greco chiude la TV pubblica. Critiche dall’opposizione

Il governo greco chiude la TV pubblica. Critiche dall’opposizione

Dalla mezzanotte di ieri sera la televisione di Stato greca non è più la stessa. Il governo tecnico insediatosi ad Atene lo scorso anno ha infatti decretato la chiusura pro tempore dell’Ert, l’equivalente della Rai italiana, per gli eccessivi costi di gestione. Infuriata l’opposizione che parla di provvedimento bavaglio con il solo scopo di favorire il settore privato.

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Fonte: Oltremedianews

Simos Kedikoglou, portavoce del governo greco, ha annunciato nella serata di ieri la chiusura immediata dell’Ert e il collaterale licenziamento di tutti i suoi lavoratori. Circa 2.500 operatori della televisione e radio nazionale della Grecia si trovano dunque senza lavoro e, stando alle dichiarazioni di Kedikoglou, solo una piccola parte di essi farà rientro al suo posto. Tra qualche mese infatti l’ente dovrebbe tornare in funzione, ma circa 2.000 dipendenti saranno sicuramente licenziati e la struttura stessa dei servizi e delle reti di comunicazione è ancora tutta da definire. Il motivo ufficiale addotto dall’esecutivo è quello dei costi troppo elevati a fronte di un servizio poco efficace e gradito ai cittadini, ma l’opposizione non è dello stesso avviso. Secondo il Pasok (partito socialista) e i lavoratori dell’ente pubblico infatti le statistiche del governo sarebbero totalmente menzognere, e il vero principio che avrebbe portato all’assurdo provvedimento è da ricercare nello shock economico imposto alla Grecia dalla terna Commissione Europea – Bce – Fmi, meglio nota come Troika.

Quello dello scorso anno, annunciato da molti come il salvataggio della Grecia, è stato in realtà un cinico e crudele smantellamento di tutto l’apparato statale ellenico. La Troika infatti, al momento dell’insediamento dell’attuale governo tecnico di Samaras, ha concordato con l’esecutivo la privatizzazione di tutte le aziende a partecipazione statale, e quindi anche dell’Ert. La denuncia sollevata dalle sinistre del Paese è che, in nome dell’efficienza e della razionalizzazione delle spese, si sia attaccato il cuore pulsante della tradizione sociale greca e si sia depauperato l’intero settore pubblico per garantire maggiori profitti ai privati. E ciò è accaduto nonostante solo la scorsa settimana il Fondo Monetario Internazionale abbia pubblicamente dichiarato di aver sbagliato completamente le sue previsioni e i provvedimenti attuati in Grecia. Inoltre Kedikoglou nel suo discorso si è più volte soffermato sulla cattiva gestione dell’ente senza menzionare nemmeno una volta il fatto che egli è il responsabile politico di quell’amministrazione, cosa che spinge a pensare che le cause ufficialmente presentate siano oltremodo pretestuose.

Il decreto 139 del governo, relativo alla chiusura dell’Ert, è il primo caso in Europa di interruzione dall’alto dell’informazione pubblica. In difesa dell’amministrazione è stata convocata ieri notte ad Atene un’assemblea pubblica, in cui cittadini e lavoratori hanno richiesto insieme a gran voce l’immediata revoca del provvedimento. Ma dal governo non hanno ancora dato risposte alla piazza.

Quello che in molti prospettano è un tentativo di imbavagliare le coscienze di buona parte della popolazione. Uno Stato che si prodiga nei confronti dell’informazione privata è altamente probabile che riceverà in cambio trattamenti positivi e bonari, e in un periodo in cui il governo nazionale prende provvedimenti estremamente antisociali e antipopolari forse è un bene che le persone non lo sappiano. Almeno non dai canali divulgativi dello Stato stessoQuello che sta accadendo in Grecia è il prosieguo della crociata, spesso violenta e sanguinaria, che ha portato all’insediamento del neoliberismo economico: pochi colpi inferti tutti insieme e nel minor tempo possibile per impedire ogni reazione. Le privatizzazioni del settore della sicurezza in Usa dopo l’11 settembre, la privatizzazione di scuola e sanità a New Orleans dopo l’uragano del 2004, le privatizzazioni in Cile dopo il colpo di stato di Pinochet, le manovre della Tatcher a seguito dello scoppio della guerra delle Falkland sono gli antecedenti più noti dell’espansione neoliberista.

Machiavelli sosteneva che l’uomo di Stato conoscesse ragioni sconosciute all’uomo comune; qualunque siano le ragioni di Stato in questo caso, tutto lascia presagire che i Greci non esiteranno a far valere le loro.
                                                                                                                                       

Fabrizio Leone
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