Il gran rifiuto dell'Eliseo ad AssangeTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Il gran rifiuto dell’Eliseo ad Assange

Julian Assange, il fondatore di Wikileaks che vive da anni ormai nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra per evitare di venire arrestato, ha scritto una lettera rivolta al presidente Hollande e pubblicata da Le Monde nella quale chiede l’asilo politico in Francia in quanto riterrebbe che la sua vita sarebbe in pericolo. L’Eliseo però, come prevedibile, ha subito rifiutato.

Uno degli uomini più ricercati al mondo è sicuramente Julian Assange, il fondatore di Wikileaks che per qualche tempo ha fatto tremare l’establishment pubblicando una serie interminabile di documenti secretati. Proprio qualche giorno fa era stato proprio Wikileaks a pubblicare la notizia che i presidenti francesi erano stati sistematicamente spiati dagli Stati Uniti, una rivelazione che aveva scatenato diversi imbarazzi all’Eliseo. Forse Assange avrà pensato di far leva sul risentimento francese nei confronti degli Usa, così ha preso carta e penna e ha scritto una lettera molto importante intestata a Francois Hollande e pubblicata dal quotidiano Le Monde. Nella lettera Assange ha chiesto espressamente l’asilo politico in Francia in quanto la sua stessa vita sarebbe in pericolo al punto che è arrivato a definirsi un “giornalista perseguitato e minacciato di morte dalle autorità statunitensi a causa della mia attività professionale“. Un tentativo di smuovere le acque effettuato da un uomo, Assange, che vive ormai da tre anni e dieci giorni all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador, consapevole che se mai dovesse mettere un piede fuori le autorità britanniche lo arresterebbero subito. La Francia però non ne vuole sapere di fare un passo così importante, anche perchè significherebbe una rottura completa e totale con gli Stati Uniti che, in questo momento di difficoltà mondiale, non gioverebbe agli interessi francesi. Per questo motivo Hollande ha gelato le speranze del fondatore di Wikileaks e ha risposto diramando un comunicato con toni freddi e distaccati nel quale ha detto chiaramente di non aver alcuna intenzione di dare seguito alla richiesta dato che a una analisi approfondita non risulterebbero “pericoli immediati” per la sua vita. Intanto Wikileaks continua il suo lavoro di pubblicazione di documenti secretati e non a caso il mainstream tende sempre di più a ignorarli, come se fossero fonti come tante altre. E all’interno della enorme offerta del sistema mediatico globale, ecco che Wikileaks è diventata semplicemente una delle tante voci che rischia di perdersi tra le altre.

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