Il "grande bluff" dell'EuropaTribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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Il “grande bluff” dell’Europa

Ci si arrovella da un pò sulla natura dell’Europa. Ora che con le crisi ne emergono le contraddizioni, emerge anche il bisogno di capire il perchè viene permesso che tutto ciò accada.

Decenni di civiltà europea spazzati via in pochi anni, decenni di elaborazioni culturali, di lotte anche aspre, potrebbero venire stralciati così, di punto in bianco, sull’altare dei parametri Ue. Con la crisi economica tutte le contraddizioni di fondo del progetto dell’Unione Europea sono emerse in modo drammatico, al punto che non è più possibile nascondere il tutto sotto il tappeto. Fino a poco tempo fa infatti erano molto pochi coloro che accusavano l’Ue, e lo facevano da posizioni estremiste e marginali, questo perchè vi era la diffusa speranza che l’Ue fosse un processo inevitabile e per certi versi positivo. E invece l’Ue sta letteralmente sconvolgendo la civiltà europea, avendo già azzerato le speranze nel futuro e distrutto nello spirito le Costituzioni nate all’indomani del nazifascismo e basate su una sovranità che è ormai in fase di eliminazione a tutto vantaggio delle istituzioni centrali dell’Ue.  Ora però non è più solo una questione di protesta “politica” o “ideologica”, anche l’establishment economico sembra essersi accorto della malattia dell’Ue. Comprensibile quindi che nell’occhio del ciclone ci sia la Germania della Merkel, la cui potenza economica ha inevitabilmente causato una deflazione che ormai ha già raggiunto anche gli Stati Uniti. Il problema reale di questa Ue è che non esiste alcun contrappeso al predominio tedesco, ed è quindi inevitabile che la Germania ne approfitti. Per questo motivo si è deciso di cambiare il termine “trattati” (vedi il Fiscal Compact) con il termine “contratti”; si ultima in questo modo la totale cessione di sovranità dei paesi membri, che in questo modo delegheranno di fatto la stesura e il controllo dei bilanci nazionali direttamente agli ispettori Ue. Il perchè è molto semplice, i singoli governi ora sono bloccati dalla reazione sociale ai tagli indiscriminati che rischiano di innescare populismo e lotte di piazza, da qui la decisione sofferta di dilazionare le “raccomandazioni” dell’Ue. Insomma fosse per la Troika i tagli sarebbero già stati effettuati, e sarebbero stati ancor più draconiani, basti pensare che secondo Il Sole24Ore solamente il 10% delle raccomandazioni Ue sono state effettivamente applicate..pensate se si fosse applicato anche il restante 90%! E in tutto questo la contrapposizione è tra l’accettazione dell’inevitabilità dei tagli oppure il baratro dell’uscita dall’Euro alla Grillo, espungendo dal tavolo delle decisioni l’odg della ridefinizione delle regole Ue, completamente sbilanciate a favore della finanza e dell’esautorazione della sovranità dei singoli paesi. Insomma è l’addio all’Europa dei popoli che ci avevano sbandierato per farci accettare l’idea di Ue.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/opendemocracy/580484269/”>openDemocracy</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/”>cc</a>

Gracchus Babeuf

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