Il lavoro secondo Poletti tra lauree inutili e rottamazione dell' "ora-lavoro"Tribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Il lavoro secondo Poletti tra lauree inutili e rottamazione dell’ “ora-lavoro”

Le lauree in età avanzata per il ministro del Lavoro Giuliano Poletti sono inutili, solo l’ennesimo schiaffo ai giovani di questo Paese già definiti in passato “sfigati ” e “choosy”. Ma Poletti va anche oltre attaccando l’ora-lavoro come unità di misura e plaudendo a nuovi strumenti che tengano conto dell’ “apporto dell’opera”. Si tratta dell’ ennesima presa in giro ai lavoratori che forse si vorrebbero far tornare indietro nel tempo.

I giovani in questo paese hanno ormai imparato ad avere pazienza dopo che esponenti del governo negli ultimi anni si sono divertiti a lanciare loro epiteti incredibili, dallo “sfigati” di Martone ai “bamboccioni” di Padoa Schioppa fino ad arrivare ai “Choosy” di forneriana memoria. Non vi è rispetto per il dramma di una generazione sostanzialmente espulsa dal mercato del lavoro e costretta a una sopravvivenza fatta di emigrazione, lavori precari e malpagati. Evidentemente il governo non ha nemmeno gli strumenti per capire le proporzioni di questo dramma generazionale, e al posto di munirsi degli strumenti per risolvere questo problema preferisce gettare sale sulle ferite. Ora il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha deciso di tirare un nuovo schiaffo a questi giovani definendo come sostanzialmente inutili per trovare lavoro le lauree ottenute in età avanzata. Una affermazione gravissima dal momento che gli studenti che conseguono lauree in “età avanzata” lo fanno spesso e volentieri da lavoratori e tra mille difficoltà, sostenendo costi e fatiche inimmaginabili per chi si trova al governo come Poletti.

Ma Poletti non pago solo il giorno dopo la sua poco felice uscita ha pensato bene di spararne un’altra, proponendo questa volta la rottamazione dell’ora-lavoro come unità di misura dei contratti per il salario. Proprio così, il ministro del Lavoro ha affermato che l’ora-lavoro “è un attrezzo vecchio“. Parole assurde che hanno se non altro scatenato la reazione dei sindacati, con la segretaria della Cgil che ha risposto: “Bisogna smettere di scherzare  quando si parla di lavoro“. Poletti parlando a un convegno della Luiss sul Jobs Act infatti aveva dichiarato: “Bisogna smettere di scherzare  quando si parla di lavoro”. ”Ho la convinzione  che stia cambiando il ruolo del lavoro nella vita delle persone’. Per molti anni i ritmi biologici e di vita si sono piegati ai tempi di lavoro, agli orari fissi,  ma oggi le tecnologie ci consegnano più libertà. Il lavoro è un po’ meno cessione di energia meccanica ad ore e sempre più risultato” (Fonte Ansa).Insomma Poletti ha auspicato l’ideazione di contratti che non abbiano come unico riferimento l’ora di lavoro, come a dire che per il bene dell’azienda i lavoratori devono smetterla di considerare un diritto il dover lavorare massimo otto ore, almeno noi l’abbiamo intesa in questo modo e Poletti se è stato frainteso dovrebbe affrettarsi a chiarire. Se non altro tutti i sindacati hanno perlomeno dato una risposta globale di contrarietà nei confronti del ministro.

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