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domenica , 24 settembre 2017
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Il libro di facce

Ho letto che in futuro, secondo Zuckerberg, l’uomo comunicherà solo in chat. Non c’è che dire! Il signore in questione traccia una prospettiva esaltante per l’uomo prossimo venturo, anzi, già oggi in mezzo a noi. Dall’ homo oeconomicus. All’homo tecnologicus(che pari sono), al signore di sopra quello che ineressa prima di tutto sono i suoi interessi, accumulati sulla disumanizzazione e spersonalizzazione dell’uomo. 

Zuckerberg conosce meglio di ciascuno di noi la potenza della macchina. La tecnologia corre, corre. E la capacità critica dell’uomo che non riesce a stare dietro, col rischio di crearsi un mondo virtuale, artificiale, finendo a non sapere più distinguere tra mondo reale e il mondo delle fantasie. I rischi psicologici possono essere profondi, si rischia lo sdoppiamento della personalità. Facebook, il libro di facce. Questo significa il termine. Questo propone il signore di sopra, che noi stiamo sul suo libro di facce, mentre lui continua a mietere affari sulle nostre debolezze. Chi potrà riparare i guasti dei comportamenti compulsivi per restare sempre in rete? Su Facebook noi viviamo il tempo che impiega un amico (che magari non abbiamo mai visto) per postare il suo link, e le nostre facce scivolano via, in un valzer senza fine. Non è il paradiso quello che promette Zuckerberg. Meglio frequentare la strada, le vie cittadine e paesane, il mercato, i teatri, dove incontriamo persone in carne, non facce virtuali, dove sentiamo le voci e il profumo di chi ci sta attorno. Usiamo la macchina, ma non lasciamo che la macchina usi noi, ne va di mezzo il nostro equilibrio e la nostra dignità.

Fonti utilihttp://www.repubblica.it/tecnologia/2016/02/29/news/_parleremo_solo_in_chat_il_mondo_che_verra_secondo_mr_facebook-134454293/

Antonio Licastro

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