Il mondo arabo volta il mondo arabo volta le spalle a Washington e potrebbe guardare a EstTribuno del Popolo
venerdì , 22 settembre 2017
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Il mondo arabo volta le spalle a Washington e potrebbe guardare a Est

Le “Primavere Arabe” sono state gestite male, malissimo dagli Stati Uniti e dall’Occidente. Ecco perchè molti paesi arabi potrebbero pensare  di guardare con crescente interesse a Mosca per pianificare il loro futuro strategico.

Barack Obama ha parlato di una Russia “isolata” dal mondo. Parole vuote e false dal momento che il Cremlino può godere sull’alleanza di paesi come Cina, India, Brasile e di crescente credito in diverse aree del mondo, non ultimi i paesi arabi che, nel corso degli ultimi trent’anni, erano stati territorio di caccia dell’Occidente e degli Stati Uniti in primis. Il pessimo modo con cui gli Usa e l’Occidente hanno gestito le Primavere Arabe però, potrebbe cambiare gli equilibri strategici e le alleanze in tutta l’area. Volete un esempio? Basta prendere quanto successo in Egitto, storicamente saldo alleato della Casa Bianca dai tempi di Sadat, dove la deposizione dei Fratelli Musulmani e l’arresto di Morsi hanno spinto gli americani a rompere con Al-Sisi, che si è subito avvicinato a Mosca a passi decisi. Il Cairo ha circa novanta milioni di abitanti e l’Egitto è un Paese chiave per gli equilibri della zona, motivo per cui dopo il ritiro Usa anche l’Arabia Saudita ha provato a infilarsi, ma Al-Sisi ha le idee chiare e preferisce guardare al Cremlino, un pò come fece prima di lui Nasser, anche lui un ufficiale dell’esercito. Mosca e Il Cairo si sono quindi sedute al tavolo e hanno così cominciato serie trattative per un accordo di libero scambio sul grano, un accordo che potrebbe portare l’Egitto nell’orbita russa. Vi è poi la questione siriana, con gli Stati Uniti che hanno commesso un ulteriore errore di valutazione clamoroso lasciando Turchia e Arabia Saudita gestire la situazione in Siria, con il risultato che la rivolta contro Assad è diventata una guerra civile con migliaia di jihadisti estremisti. La guerra civile ha avvicinato ancora di più la Siria alla Russia, e la vittoria sul campo di Assad ha persino portato Riad a cercare un canale preferenziale con Mosca per parlare degli scenari futuri. Inoltre quasi certamente il governo di Damasco rimarrà al suo posto, permettendo così alla Russia di avere uno sbocco diretto sul Mediterraneo. Infine anche i palestinesi potrebbero voltare le spalle alla Casa Bianca dopo che Abu Mazen ha detto di essere deluso dalle promesse americane e dal negoziato di pace che Kerry avrebbe dovuto portare avanti. A questo proposito proprio Abu Mazen ha proposto a Mosca ispezioni geologiche alla ricerca di petrolio in Cisgiordania e nelle coste di Gaza. Questo è dunque il motivo per cui si potrebbe parlare di isolamento dell’Occidente più che della Russia, e ben si capisce come mai l’Occidente è tornato ad alzare i toni in stile Guerra Fredda.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/routard05/5004852189/”>Routard05</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

d.c.

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