Il paese degli uomini integri senza paceTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Il paese degli uomini integri senza pace

A poche settimane dalle prime elezioni libere, un colpo di Stato in Burkina Faso cancella con le armi il sogno democratico del paese. Era l’agosto del 1983 quando l’allora Alto Volta cambio il prorpio nome in Burkina Faso, la cui traduzione è : il paese degli uomini integri. Con la presa del potere da parte di Thomas Sankara sul paese era tornato un senso di libertà e la speranza di una migliore vita. Queste speranzo muorirono il 15 ottobre 1987, mentre una serie di colpi d’arma da fuoco spegnevano la vita di Sankara. Il 31 ottobre 2014 dopo una rivolta popolare, il presidente dittatore Composè, mandate di Sankara, ha dovuto dimettersi e i burkinabè erano tornari a sperare. 

Era l’agosto del 1983 quando l’allora Alto Volta cambio il prorpio nome in Burkina Faso, la cui traduzione è : il paese degli uomini integri. Con la presa del potere da parte di Thomas Sankara sul paese era tornato un senso di libertà e la speranza di una migliore vita. Queste speranzo muorirono il 15 ottobre 1987, mentre una serie di colpi d’arma da fuoco spegnevano la vita di Sankar. Il 31 ottobre 2014 dopo una rivolta popolare, il presidente dittatore Composè, mandate di Sankara, ha dovuto dimettersi e i burkinabè erano tornari a sperare.

La scorsa settimana era iniziata la campagna elettorale che avrebbe portato la popolazione alle votazioni l’11 ottobre. Ma ancora una volta la sorte ha beffato il popolo burkinabè, Mercoledì 16 Settembre, il Consiglio dei ministri, durante una riunione di gabinetto è stato interrotto dalla guardia presidenziale che ha arrestato tutti I ministri e il presidente ad interim Michel Kafando.

L’intero governo è stato imprigionato, tra essi ci sono anche il primo ministro e il presidente. Secondo le informazioni raccolte da France 24, in questo momento sono tenuti prigionieri nel parco del palazzo presidenziale, mentre il presidente e il primo ministro sono stati portati in un luogo segreto.

Alcuni giorni fa, la Commissione per la riconciliazione e le riforme,  ha proposto al  governo di transizione di smantellare la guardia presidenziale: il Presidential Security Reggimento (RSP) perchè è il corpo più vicino al deposto dittatore e molti suoi membri sono collusi con l’anziano despota.  Il RSP per 27 anni è  stato un pilastro del regime di Compaoré e da oltre quarantanni dirige il paese da dietro le quinte.

Alcune indiscrizioni vogliono che ditro il RSP ci sia ancora una volta la Francia, molto vicina all’ex dittatore e già nel 1987 aveva finanziato l’omicidio di Sankara. Quello che è certo è che i militari ora circondano il palazzo, impedendo a chiunque di entrare.

Nel frattempo il presidente del parlamento ad interim (CNT) del Burkina Faso, Cheriff Sy tramite un comunicato trasmesso ad AFB ha detto : «Il dovere ci chiama perché la nazione del Burkina Faso è in pericolo. Chiediamo al dovere di solidarietà forze attive, le forze politiche, la società civile e la comunità internazionale con tutte le persone del Burkina Faso per sconfiggere questa operazione ” .

Tutte le radio e le televisioni del paese sono ora occupate dai militari, le poche notizie che ci giungono arrivano dai cooperanti che abitano nella capitale Ouagadougou, o dai giornaliti di RFI presenti sul terreno. Alcuni come Scopa, punta di diamante del movimento che ha portato alla caduta di Blaise Compaoré, stanno utilizzando i social network. Egli ha tutta la popolazione per la “mobilitazione generale alla Rivoluzione e dire no a stato attuale “. Quello che è certo e che il popolo burkinabè in questo momento sta scendendo  nuovamente in piazza per continuare a perseguire il loro sogno di libertà. Per i prossimi giorni il rischio di un bagno di sangue è molto alto.

Marco Napoli

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