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venerdì , 21 luglio 2017
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Il Papa, le dimissioni e le confessioni dell’ex presidente dello Ior

Ettore Gotti Tedeschi: “se mi ammazzano qui dentro c’è la ragione della mia morte”. Coincidenze e insinuazioni sulle dimissioni del Papa.

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Fonte: Oltremedianews

Un papa che si dimette. Una banca alla quale viene finalmente affidato un nuovo direttore. E che direttore. Dopo circa nove mesi dall’addio di Ettore Gotti Tedeschi, al vertice dello Ior, Istituto per le Opere di Religione, nonché Banca Vaticana, è stato nominato Ernst von Freyberg , membro attivo del Sovrano Ordine Militare di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta.

Ernst von Freyberg, 55 anni, oltre ad appartenere quindi all’Ordine dei Cavalieri di Malta, è avvocato d’affari con autorevoli esperienze nel settore della finanza, cofondatore e managing director della DC Advisory Partners , presidente dei cantieri navali Blohm Voss Group di Amburgo, che costruiscono anche navi da guerra, cattolico praticante organizzatore dei pellegrinaggi a Lourdes.

Ma facciamo luce sulla storia dell’ex presidente Ior. Ettore Gotti Tedeschi, prima di rassegnare le sue dimissioni nel 2012, temeva di essere ucciso e aveva preparato, come polizza sulla vita, un memoriale sui segreti dello IOR. L’ex presidente della cosiddetta banca vaticana, dal settembre 2009 al maggio 2012, aveva consegnato infatti un paio di esemplari del dossier agli amici più fidati, con una clausola: “Se mi ammazzano, qui dentro c’è la ragione della mia morte”. Gotti Tedeschi era soprannominato “il banchiere del Papa” e quello che temeva, come traspare dai fascicoli oggetto d’indagine, era di fare la stessa fine del “banchiere di Dio”: Roberto Calvi, ucciso e impiccato. Nei suoi ultimi mesi da presidente si era dotato di una scorta privata, quello che sicuramente non pensava era che sarebbe finito nelle mani dellagiustizia italiana

Marco Lillo, giornalista de il Fatto Quotidiano, nel giugno 2012 scrive: «Dagli atti dell’indagine è possibile intravedere uno scontro titanico tra l’Opus Dei e i Cavalieri di Malta per contendersi l’influenza sulle finanze vaticane. Gotti Tedeschi è un uomo chiave del sistema Opus Dei, consigliere dell’Alerion dell’Opus Dei Pippo Garofano, socio del fondo F2i di Vito Gamberale, del quale Gotti è consigliere. Ma soprattutto Gotti, a partire dagli anni Novanta, è il rappresentante in Italia del Banco Santander di Emilio Botin. Banchiere potentissimo legato, anche per via di una sorella, all’onnipresente Opus Dei».

Sorprendono così il ritardo della nomina del nuovo presidente e la perfetta tempistica, nel senso che si è proceduto a nominare il presidente dello Ior appena prima della prossima fumata bianca, che potrebbe cambiare in maniera significativa le gerarchie ecclesiastiche. Qualcuno insinua che il Papa si sia dimesso per aver ormai oltrepassato la soglia dell’età pensionabile. Certo, non capitava da secoli che un Papa si dimettesse adducendo come motivazione l’impossibilità di rappresentare Dio in Terra. Tutto il rispetto per il riconoscimento di un legittimo impedimento fisico, ma il dubbio che qualcosa di più grande si sia fatto strada tra le mura vaticane -da un pezzo- da quando aveva dato le prime avvisaglie scrivendo nel suo libro ‘Luce del Mondo’ che un Papa potesse ritenersi libero di dare le dimissioni qualora non si fosse più sentito in grado di esercitare il suo ruolo, rimane. Le dimissioni, ben inteso, sono contemplate dal diritto canonico e l’unica condizione richiesta è che la decisione del papa sia assolutamente libera e venga manifestata in modo chiaro, e questo, Papa Ratzinger, l’ha fatto. Ma si rimane un po’ tutti col fiato sospeso, in attesa di chissà chi e di chissà cosa.

   Federica Bani

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