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martedì , 24 gennaio 2017
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Il PCC e il marxismo

L’8 novembre del 2012 si è aperto a Pechino il 18° congresso nazionale del PCC (Partito Comunista Cinese), considerato a ragione nel giugno del 2011 dal ricercatore indiano (anticomunista) Swaran Singh, docente di studi internazionali all’università J. Nehru di Nuova Delhi, uno “dei pochi partiti comunisti nel mondo che sono riusciti a sopravvivere a parecchie sfide interne e internazionali…

http://www.marx21.it/internazionale/cina/7918-il-pcc-e-il-marxismo.html

 

Il PCC rappresenta il più grande partito comunista nel mondo. E, con l’ascesa della Cina, il partito comunista cinese è stato ormai riconosciuto come una delle più capaci forze politiche nella storia umana” (“CPC at 90°: innovation still key do success”, 16/6/2011, in english.peopledaily.com.cn).

A dispetto dei giudizi superficiali e prevenuti espressi da buona parte della sinistra antagonista occidentale, il PCC è riuscito ad esprimere una pluridecennale e ininterrotta linea di continuità anche rispetto alla sua pubblica e orgogliosa adesione ai principi del marxismo rivoluzionario. Mentre buona parte dei partiti comunisti europei ha abbandonato ogni riferimento al marxismo-leninismo spesso considerato nel migliore dei casi come una “roba del passato”, la direzione del partito comunista cinese invece sottolinea continuamente e pubblicamente l’importanza dello studio (creativo, non meccanico) del marxismo per la progettualità/praxis dei comunisti del gigantesco paese asiatico.

Ad esempio un leader autorevole del PCC come Xi Jinping aveva ribadito, il 13 maggio del 2011, la necessità per “i dirigenti ed i quadri del partito di dare grande importanza allo studio delle teorie marxiste e di applicarle creativamente nell’analizzare e risolvere i problemi pratici del paese”; sempre secondo Xi Jinping, “i quadri politici non possono agire senza la guida della filosofia marxista e degli strumenti del materialismo dialettico e del materialismo storico nell’effettuare giudizi adeguati sulle diverse situazioni, nel mantenere la mente fredda nelle situazioni più complesse…”.

Materialismo dialettico, materialismo storico, teoria marxista: ma come sono (per fortuna…) “vetero” ed antiquati, questi comunisti cinesi…

Anche in apertura del 18° congresso del PCC, portando sia i delegati che agli 80 milioni di iscritti del partito, oltre che a tutte le forze politiche e sociali del pianeta, il segretario uscente Hu Jintao nella sua interessante relazione introduttiva ha ribadito con forza che “il PCC e il popolo cinese marciano sulla via del socialismo con caratteristiche cinesi”, e che “assieme al marxismo-leninismo, al pensiero di Mao Zedong, alla teoria di Deng Xiaoping, al pensiero delle Tre Rappresentanze, la concezione scientifica dello sviluppo è la guida teorica che nel PCC deve seguire per un lungo periodo”.

Parole molto chiare…

Fonte: Hu says China firmly follows socialism with Chinese characteristics”, in english.peopledaily.com.cn, 8 novembre 2012

a cura della redazione di La Cina Rossa

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