Il Pd e l'arroganza della SerracchianiTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Il Pd e l’arroganza della Serracchiani

Il Pd ha affidato i commenti alle amministrative a una delle “colonnelle” di Matteo Renzi, Debora Serracchiani. Come dirigente del partito la Serracchiani ne ha approfittato per definire “irrilevante” il Movimento Cinque Stelle e “irresponsabile” la sinistra che in Liguria ha scelto di voltare le spalle alla Paita per presentarsi da sola con la lista di Pastorino. Ancora una volta il Pd si mostra dunque con il suo volto arrogante e completamente autoreferenziale.

Guai a mettere in discussione la “linea” dettata da Matteo Renzi, pena la marginalità all’interno del Pd. Questo lo hanno imparato in molti, e non casualmente i risultati elettorali delle amministrative sono stati affidati al commento di una come Debora Serracchiani che, nella veste di presidente del Friuli, rappresenta una delle fedelissime di Renzi. Si tratta di personaggi, dalla Serracchiani fino alla Boschi e molti altri, che difendono a oltranza l’operato del governo, accusando ora i “gufi” ora i “populisti” senza mai abbozzare nemmeno un embrione di autocritica. “Soddisfatti per il 5 a 2, ma c’è amarezza per il risultato della Liguria: è figlio di una scelta irresponsabile della sinistra che oggi festeggia una vittoria della destra”, queste le aspre parole della Serracchiani, evidentemente infastidita che la lista Pastorino, pur con tutti i suoi limiti, abbia dimostrato che sì, esiste vita fuori dal Pd. La Paita era un personaggio abbastanza impresentabile, completamente schiacciata su una visione del Pd ormai compiutamente come partito di centro che guarda più a destra che a sinistra.

E la Paita ha pagato le scelte politiche fatte in Liguria, le vicende giudiziarie, l’oggettiva incapacità di creare fiducia e consenso e soprattutto di parlare alla “sinistra” del Paese, ormai completamente scollata dal Pd a guida Renzi. Così è sempre colpa degli altri e la vittoria di Toti di Forza Italia appoggiato da Matteo Salvini secondo la Serracchiani e il renzismo è da attribuirsi alla sinistra che, non si capisce bene per quale motivo, avrebbe dovuto calarsi le brache e rimettersi alla mercè del Pd per sbarrare la strada al centrodestra. Peccato che ormai il Pd si comporti in modo speculare al centrodestra, almeno per quel che concerne l’offerta politica e le proposte, per questo motivo sono sempre di più gli elettori di sinistra, non necessariamente comunisti, che hanno deciso di farla finita e non votare più un partito che è diventato ormai una sorta di versione aggiornata della Dc. E l’arroganza della Serracchiani la porta anche a fare analisi quantomeno bizzarre, come ad esempio quando definisce “irrilevante” il Movimento Cinque Stelle che, se è vero che non ha vinto da nessuna parte, è pur vero che ha visto aumentare esponenzialmente i consensi e i voti. Piuttosto che affrontare la realtà il Pd preferisce continuare nel suo binario e attaccare a sinistra con la consapevolezza che questo possa servire in termini elettorali.

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