Il Pdl e il logoramento dell'ItaliaTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Il Pdl e il logoramento dell’Italia

Il Pdl ha recentemente minacciato le dimissioni di massa dei suoi parlamentari il 4 ottobre nel caso venga votata la decadenza di Berlusconi. Napolitano ha definito tale minaccia “inquietante”, e Enrico Letta ha accusato il Pdl di aver umiliato l’Italia. 

Enrico Letta è tornato oggi dagli Usa e ha subito commentato la difficile situazione italiana, con il Pdl sempre più in prima fila a ricattare le istituzioni per la vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi. I parlamentari del Pdl infatti han fatto sapere di essere pronti a dimettersi in massa in caso la Giunta di Palazzo Madama voti la decadenza di Silvio Berlusconi il 4 ottobre. Un intero Paese ricattato insomma, che trattiene il fiato in vista di sapere quello che accadrà il 4 ottobre, un paese che non può concedersi il lusso di farsi ricattare. Del resto lo stesso Giorgio Napolitano aveva giudicato “inquietante” la minaccia del Pdlconfermando le nubi dense che si sono addossate sul nostro Paese, e in serata il premier Enrico Letta ha rincarato la dose da New York: Una vera umiliazione: mentre parlavo all’assemblea dell’Onu dove rappresentavo il Paese in sedi istituzionali del nostro Paese sono successe cose assai gravi. Quanto accaduto non ha umiliato me ma tutta l’Italia“. Letta ha poi anche chiesto apertamente un chiarimento che dovrà avvenire, presumibilmente, in tempi rapidi, e andrà fatto in Parlamento. Ironia della sorta i falconi del Pdl hanno definito le parole del Capo dello Stato “non imparziali”, e Brunetta e Santanchè con una lettera pubblicata su “Il Giornale” hanno assicurato che la tenuta del governo non sarà messa a rischio, ma c’è da credergli? Insomma il Pdl sta operando un vero e proprio logoramento, con il Pd che non può che affidarsi alle mosse del Colle mentre il centrodestra in modo completamente irresponsabile continua a permettersi di giocare con il fuoco sulla pelle degli italiana. Il Pdl continua a definire la legge Severino come inapplicabile, peccato che, come ricordato dal capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda su Radio 1, sia stata esaminata da decine e decine di giuristi, nessuno di loro l’ha dimostrata e la maggioranza di loro l’ha esclusa. Credo che si tratti di una ribellione nei confronti della legge. Brunetta parlava di Costituzione; ebbene, la Costituzione italiana in proposito è molto chiara: chiunque venga condannato in via definitiva, lo dice l’articolo 66, deve subire la pena prevista e questo vale per tutti, parlamentari compresi, non c’è immunità che tenga davanti alle sentenze irrevocabili, e quelle della Cassazione lo sono“.

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