Il Pdl stacca la spina al governo Monti. L'Italia trema | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Il Pdl stacca la spina al governo Monti. L’Italia trema

Il Pdl per bocca di Angelino Alfano ha fatto capire chiaramente che la parentesi Monti sembra finita. Il Pdl porta quindi i suoi problemi in Parlamento, ignorando la situazione disastrosa del Paese. 

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Inizierei questo articolo con una piccola premessa: A nostro giudizio l’Italia è arrivata al punto disastroso in cui versa anche e soprattutto per colpa del centrodestra e di Silvio Berlusconi. Tutto il mondo condivide questa visione, tutto il mondo tranne loro, berluscones. Si tratta dell’Italia peggiore, ovviamente secondo noi, quell’Italia che da decenni frena lo sviluppo del Paese, anteponendo in modo irresponsabile i propri interessi a quelli dei cittadini. In vent’anni il centrodestra è riuscito nell’ordine a: destabilizzare le istituzioni, causare Tangentopoli bis, annichilire il sistema educativo pubblico, incentivare l’evasione fiscale, riportare fascisti come Storace al governo, ridicolizzare l’Italia nel consesso internazionale, fornire un’immagine opaca, quando non tetra, della cosa pubblica. Berlusconi ha lasciato un Paese in ginocchio, e ha cercato di dare in pasto all’opinione pubblica la versione del “responsabile” che fa un passo indietro di fronte alla crisi. Peccato che sia stato lui, assieme ai suoi ministri, a provocarla.

Ora Berlusconi, di fronte a un centrodestra in disfacimento e alle rendite di posizione che rischiano di essiccarsi come neve al sole, ecco che prova a ricompattare i suoi berluscones, per cercare ancora una volta di lanciare l’assalto alla cosa pubblica.  Un pò come il Duce ai tempi della Repubblica di Salò, e la metafora non ci sembra così campata per aria, Berlusconi ha chiamato a raccolta a Palazzo Grazioli i suoi fedelissimi, da La Russa e Alfano fino a Cicchitto, Gasparri e le sue amazzoni. Oggi Angelino Alfano si è presentato alla Camera per esprimere la posizione del Pdl, e quindi del padre padrone Berlusconu, sul governo: “Tredici mesi fa questo governo nacque perché le cose andassero meglio. Tredici mesi dopo le cose vanno peggio. Non abbiamo bisogno di molte discussioni. Oggi siamo qui a dire che consideriamo conclusa questa esperienza di governo. Ieri non abbiamo votato la sfiducia perché avremmo causato l’abisso dell’esercizio provvisorio. Vogliamo concludere l’esperienza di questo esecutivo“. Grottesco poi il tentativo di Alfano di giustificarsi, sostenendo che loro no, non sono irresponsabili. Ma come? Hanno votato il rigore di Monti per un anno, elogiandolo, probabilmente apprezzando che i tagli venissero fatti da un tecnico, facile da odiare, facile da pugnalare alle spalle. Così, quando i berluscones hanno ritenuto giunta l’ora, ecco staccare la spina. ”Non vogliamo mandare le istituzioni e il Paese allo scatafascio“, ha aggiunto ancora, ma nessuno gli crede.

Per motivare la scelta del Pdl di togliere il suo sostegno a Monti, Alfano  ha parlato di “debito pubblico peggiorato, nessuna strategia di sviluppo, Pil diminuito, tasse aumentate, crollata compravendita degli immobili. Ma gli errori principali a questo governo li ha fatti compiere il Partito democratico. Sulla riforma del mercato del lavoro, nonostante la disponibilità, il Pd si è piegato ai diktat della Cgil che a sua volta si è piegata ai diktat della Fiom. L’epilogo è stato il voto sbagliatissimo dell’Italia all’Onu sulla Palestina. Sempre per il cattivo condizionamento della sinistra a questo governo“. E fin qui possiamo anche essere d’accordo con lui, ma Alfano dimentica che Berlusconi parlava di crisi inesistente e di ristoranti pieni?

Inutile illudersi. Berlusconi e i suoi colonnelli andranno fino in fondo, vogliono giocarsi la crociata finale contro la sinistra, contro i comunisti, contro la Merkel, contro le tasse. Una sfida contro tutti che potrebbe anche portarlo a vincere nuovamente, cavalcando gli spiriti più beceri di un Paese che possiede una memoria davvero esigua.

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