Il Pentagono spara alto sull'Isis e prepara 15.000 "ribelli"Tribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Il Pentagono spara alto sull’Isis e prepara 15.000 “ribelli”

Il Pentagono spara alto sull’Isis e prepara 15.000 “ribelli”

Il Pentagono ha annunciato che la guerra all’Isis è appena cominciata e che per combattere i jihadisti, che hanno appoggiato sino a due mesi fa, sono pronti ad addestrare 15.000 ribelli siriani. Ovviamente questa soluzione farebbe solo piombare ulteriormente la Siria nel caos.

Photo Credit Reuters/Lee Jae-Won

La campagna contro lo Stato Islamico è agli inizi, lo ammettono tutti al Pentagono lasciando implicitamente a capire che si è all’inizio di quella che potrebbe diventare una guerra di lungo corso, con tutto quello che ne potrebbe logicamente conseguire. In una conferenza stampa tenutasi venerdì il segretario alla Difesa americana, Chuck Hagel, ha detto che la campagna americana contro lo Stato Islamico continua a ottenere supporto della comunità internazionale, altra colossale bugia dal momento che un paese chiave come la Turchia non prenderà parte in alcun modo alle operazioni contro gli islamisti dell’Isis. Ma il vero progetto machiavellico degli Stati Uniti che dimostra come al Pentagono facciano sul serio in Medio Oriente è quello di addestrare 15.000 non meglio specificati ribelli moderati per combattere gli estremisti. Ad oggi gli americani hanno lanciato 43 attacchi aerei in Siria combinati con quelli effettuati in Iraq, e da Washington fanno sapere di voler continuare a oltranza. Come riferito da Hagel dall’inizio dei bombardamenti anche i governi di Belgio, Danimarca e Olanda hanno annunciato la loro intenzione di partecipare alla campagna militare contro l’Isis, il tutto mentre il parlamento britannico sta votando sull’effettuare o meno gli attacchi affianco al Pentagono. Obama continua a sostenere che le truppe americane non prenderanno parte sul terreno ai combattimenti, ma questo implica che ci sia qualcun altro a fare il lavoro sporco, da qui la necessità di addestrare un nuovo gruppo che faccia gli interessi dell’Occidente sul terreno e combatta presumibilmente anche Damasco, il vero nemico degli Usa.  L’unica cosa sicura è che solo i combattimenti dall’alto non serviranno a sconfiggere lo Stato Islamico, ancor più che gli Stati Uniti non fanno nulla per far smettere l’appoggio  diretto e indiretto che Qatar, Israele, Arabia Saudita e Turchia danno all’Isis

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