Il Pentagono spende miliardi di dollari per studiare le rivolte socialiTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Il Pentagono spende miliardi di dollari per studiare le rivolte sociali

Secondo un’inchiesta del giornale “The Guardian” il Pentagono starebbe spendendo miliardi di dollari ogni anno in programmi volti a esplorare i fattori responsabili per creare rivolte e tumulti in giro per il mondo. 

Miliardi di dollari in preparazione di sommosse o rivolte. E’ quanto è emerso da un articolo del giornalista Nafeez Ahmed pubblicato sul “Guardian”, e che accusa il Dipartimento di Difesa americano di aver finanziato un progetto chiamato “Minerva Research Initiative” sin dal 2008 con la collaborazione di diverse università per aumentare la comprensione culturale, comportamentale e politica delle forze che si trovano in luoghi di strategica importanza per gli Stati Uniti. Il programma in questione ha anche un sito web che spiega che sono stati recentemente spesi miliardi di dollari per finanziare progetti importanti per gli interessi del Pentagono, volti principalmente a capire e studiare le rivolte sociali e la composizione delle proteste. Sempre secondo l’articolo a Lowell, nel Massachussetts, diversi ricercatori hanno speso due miliardi di dollari per studiare il comportamento dei terroristi. Per il Guardian il giornalista Ahmed ha quindi analizzato nel dettaglio questi programmi ed è giunto alla conclusione che molti di loro sono direttamente coinvolti nell’organizzazione di proteste di massa e scontri civili sparsi nel mondo negli ultimi anni. Ad esempio il progetto chiamato “Cornell” sarebbe stato realizzato per studiare come sono avvenute le rivolte in Egitto, Nigeria e Istanbul, partendo anche dallo studio dei social network per studiare il contagio sociale e capire quando e come i militanti si sono mobilitati. Insomma il Dipartimento della Difesa americano studia, e molto attentamente, tutte le rivolte e i sommovimenti sociali che avvengono nel mondo. Questo già dovrebbe far comprendere come la Casa Bianca ormai identifichi la propria sicurezza con la sicurezza degli interessi americani ovunque nel mondo, di conseguenza è come se gli Usa raccolgano informazioni per essere pronti ad agire ovunque, e in qualsiasi momento.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/turcain/9113723873/”>eser.karadag</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/”>cc</a>

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