Il petrolio come arma geopolitica per creare il caosTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Il petrolio come arma geopolitica per creare il caos

Il petrolio rischia sempre di più di diventare una vera e propria arma geopolitica utilizzata per disarticolare stati e creare il caos. In teoria a determinare il crollo del prezzo del petrolio dai 110 dollari a barile del giugno 2014 ai 30 odierni sarebbe stata la nuova tecnologia del fracking, ma ora i bassi costi del petrolio rischiano solo di portare il caos in diversi paesi che hanno basato la propria sopravvivenza proprio sull’oro nero. 

Il petrolio potrebbe essere divenuta una autentica arma di  destabilizzazione dagli effetti letali per la tenuta di diversi stati che hanno basato la propria prosperità e sopravvivenza proprio sulle esportazioni di oro nero. L’estrema volatilità dei prezzi del petrolio infatti rischia di determinare indirettamente dei cambiamenti esplosivi e radicali nell’assetto geopolitico del mondo, cambiamenti che potrebbero materializzarsi prima del previsto e che non saranno indolori in quanto l’instabilità globale rischia di trascinare intere regioni del mondo nel caos. Basti solo pensare che il petrolio costava 110 dollari a barile nel giugno del 2014 e nel giro di meno di due anni è sceso a 30 dollari al barile. Una caduta dei prezzi talmente fragorosa da trascinare nel panico gli addetti ai lavori, una sorta di “tempesta perfetta” che sarebbe stata in parte determinata dall’emergere e dallo svilupparsi di nuove tecnologie come il fracking. Per fare fronte a questa minaccia ad esempio i sauditi hanno pensato bene di inondare il mercato di petrolio nel tentativo di mandare in bancarotta le aziende di fracking, ma ormai il prezzo del petrolio è talmente volatile e imprevedibile che ci si può aspettare a breve di assistere a un ulteriore calo del prezzo a barile così come un aumento vertiginoso. Anche per questo la Cina ad esempio sta cercando di diminuire la propria domanda di energia sin tanto quanto il mercato di esportazione dell’energia rimarrà imprevedibile. Quello su cui concordano tutti gli addetti ai lavori e gli analisti è però che bassi prezzi del petrolio determinino il crollo di stati nazionali nel giro di pochissimo tempo. Basti pensare ai danni causati al governo venezuelano dai crolli del prezzo del petrolio, danni che hanno inevitabilmente creato le premesse alla sconfitta elettorale del socialismo bolivariano.

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